I motorini... forse sto diventando vecchia, di sicuro divento mamma
kilia | 28 Giugno, 2008 22:27
Tutti... o quasi tutti abbiamo avuto un motorino, qui in Italia pure un'immigrata può averlo, e quindi anche io ne ho avuto uno. Tantissimi abbiamo qualche volta girato con la marmitta rotta, ma pochi di noi... anzi, solo quelli che siamo diventati genitori conosciamo questa odiosa senzazione di voglia di uccidere quando passa un motorino rumoroso sotto casa dopo le undici di sera. Lo so che è un post assurdo però so anche che chi ha un motorino rumoroso non ha dei bellissimi bebè a letto che prima di addormentarsi erano diventati dei mostriciattoli e che giusto dalle ventidue e trenta ci lasciano respirare, leggere, farci la doccia, guardare la posta... fino alle due di notte quando sveniamo a letto anche noi stanchisimi di una giornata che, anche se per gli altri esseri al mondo è al massimo una "giornata particolare", per noi è stata una vera "battaglia campale" .
Pero mi sembra giusto comunicare loro che mentre guidano, orgogliosi della potenza dei loro motorini e della loro "leovinci", ci sono delle persone che si ricordano di tutti i loro morti!
Il fatto è che questo fastidiosissimo rumore a due ruote non solo mette a terribile rischio il breve tempo dedicato a noi stessi ma principalmente fa saltare la dolce creatura nel bel mezzo del sonno, perchè anche se continua a dormire un'onda di quel volume le interrompe qualsiasi tipo di sogno d'oro.
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Allattare è un piacere, anzi, di più
kilia | 23 Giugno, 2008 10:03
Avevo deciso che quando fossimo arrivate al sesto mese di allattamento
esclusivo al seno meritavamo un festeggiamento molto molto speciale. E
sono molto molto orgogliosa che ci siamo arrivate, anzi, abbiamo passato
il settimo e, anche se cercando di introdurre qualche pappetta, Maia
fino all'ottavo mese è stata alimentata esclusivamente dal mio seno.
Curiosamente da quando ha fatto otto mesi ha aperto la bocca con molta
voglia, sa mangiare bene e le piace tutto!!! Ho cercato dal sesto mese
di darle da mangiare qualcosa, ma lei non voleva e io non ero convinta,
per cui il nostro "nido d'amore" è proseguito. Adesso sono contenta che
mangi qualcosa (verdure, yoghurt, ieri addirittura le lenticchie
rosse!), anche se la frutta le piace un po' meno... o forse devo cercare
una migliore forma di prepararla, ma su questo argomento (svezzamento)
scriverò un post apposta.
La mia esperienza di allattamento la considero una delle esperienze più
belle della mia vita, un dar amore che mi sorprende di me stessa. Non
pensavo di essere così capace ad amare e tantomeno di essere così
disponibile veso l'essere che amo, tanto di continuare a darle tutta la
mia vita, il mio tempo, il mio corpo, il mio seno per ben otto mesi,
senza contare i nove mesi di gravidanza. Così mi sono scoperta molto
molto meno egoista di quanto pensavo, e un po' più altruista. Forse
questo è anche un insegnamento dell'allattamento, un piccolo regalo, una
piccola crescita che magari riesco a allungare ad altri ambiti della vita...
Ma allattare è anche duro... non solo perchè un po' fa male, (non vi
dico i primi giorni che ha i dentini), ma anche perchè significa essere
disponibile quasi esclusivamente verso... [continua...]
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La Civiltà (con la C maiuscola)
kilia | 10 Giugno, 2008 11:05
Usciamo dal letargo-trasloco impostoci (Tiscali ci sta impiegando due mesi solari per trasferire una linea ADSL...) per segnalare la particolare civilità dei Torinesi.
Linea 16, ore 11:45.
Per chi non lo sapesse il 16, come quasi tutti i tram di Torino, è "vecchio", quindi per salire vi sono tre scalini molto alti e, se non bastasse, una sbarra verticale in mezzo al passaggio. Salire con Maia nel passeggino è molto difficile. Io poi sono piuttosto minuta e quindi si può immaginare che l'operazione per me diventa abbastanza complicata e faticosa...
Ebbene, in tutto il tram solo una persona s'è alzata per aiutarmi, era un "tossico".
Dopo 5 fermate il tram era pieno (anche questa è una caratteristica del 16) ed è salita una donna incinta con un bel pancione: nessuno ha pensato fosse suo dovere cederle il posto, tranne una persona, a circa metà tram, che si è alzata offrendole il suo sedile: era un "tossico".
Come dire: alla faccia delle persone civili e perbene, che si sentono in dovere di guardare male i "tossici cattivi". Si guardassero male allo specchio tanto sono maleducate, grette ed incivili.
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La piscina (e il tempo...)
elettrico | 13 Maggio, 2008 10:07
Aspettiamo che internet si rifaccia viva a casa nostra (abbiamo traslocato e ci abbiamo messo meno a spostare i mobili che l'adsl... ci mettono 40 giorni!) e che kilia possa finalmente tornare aggiornare il blog... tempo permettendo. Infatti ora maia si muove come non mai (è incredibile quanto acquisiscano in fretta la mobilità) e richiede un'energia che non pensavamo di avere, in particolare ama richiedere quella della mamma, e io lo so che un giorno tornerò a casa dal lavoro (dove mi reco non senza sensi di colpa per star "abbandonando" da sole le donne della mia vita) e troverò kilia tutta rinsecchita e asciutta con maia che ridente le gattona sopra :)
A parte questo, il motivo di questo post è che abbiamo trovato tempo fa una piscina tutta per maia, fatta per i bambini di pochi mesi come lei! Nell'acqua è fantastica, non so se si ricorda quando era nella pancia e la mamma andava in piscina o se ha dei geni dei pesci, fattostà che appena vede la vasca inizia a volersici letteralmente lanciare dentro, e poi si muove come per nuotare, schizza l'acqua, insegue qualsiasi cosa galleggi e fa anche le immersioni!
Ma le foto sono meglio di mille parole, no? :)
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In macchina senza seggiolino
elettrico | 10 Marzo, 2008 12:18
In Uruguay avevamo la macchina, ma non il seggiolino. Eravamo indecisi su cosa fare, perchè comunque qui siamo abituati ad avere il più possibile Maia seduta nella sua "comoda poltroncina" (ma secondo me lei ne ha una diversa opinione...) in modo che sia protetta.
Là ci siamo dovuti adattare ma devo dire che kilia ha avuto un'idea geniale: sull'aereo viene fornita una cintura che tiene il bebè attaccato a quella del genitore, è molto utile e comoda e, scendendo dall'aereo, è rimasta chissà nel bagaglio a mano. Dopo aver cercato di capire invano come sia potuta succedere una cosa così grave e visto che ormai 'sta cintura non potevamo restituirla kilia ha deciso di usarla: in macchina si sedeva dietro e, facendo un anello con la cintura dell'aereo e agganciandola alla sua cintura, teneva Maia al sicuro vicino a sé :)
Forse non è il meglio che si può trovare, ma di certo è stato utilissimo e pratico!
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Maia attraversa l'oceano
kilia | 23 Gennaio, 2008 19:31
Viaggiare in aereo con una neonata era una cosa che ci preoccupava persino prima che Maia nascesse, ma sapevamo tutti e tre che era una cosa che andava fatta visto che ha moltissimi parenti, nonni e zii in Uruguay!
Così pochi giorni dopo i suoi tre mesi ci siamo imbarcate tutte e due in un aereo regionale fino a Madrid, per poi prendere un aereoflot fino a Montevideo (arrivando a 11000 mt di altezza in tredici ore di viaggio).
Devo dire che il viaggio è andato benissimo, Maia ha dormito e giocato molto sapendo essere la seduttrice di tutto il volo. L’unico vero pianto lo ha fatto quando ha capito che il papà era rimasto dall'altro lato del chek-in... non potevo consolarla e nemmeno nascondere la mia tristezza... come in tutte le situazioni difficili mi ha aiutato il rescue remedy dei fiori di Bach: una goccia sul capezzolo e Maia al seno, lo uso anche nei momenti difficili quando vedo che le manca la sua casa, me lo ha consigliato la psicologa e psichiatra che è specialista in medicina alternativa.
Per fortuna (e per grande amicizia) un nostro amico è venuto in aeroporto ad accompagnare il papà che quindi non è rimasto tutto solo, ma con un weekend tranquillo e divertente davanti che ci faceva sentire tutti meglio!
Durante il viaggio ho avuto alcune accortezze che ho voglia di condividere con neogenitori che si mettono in viaggio.
Prima di tutto abbiamo aspettato il terzo mese per il viaggio e sono contenta che sia stato cosi: è veramente rumoroso l’aereo e gli stimoli sono davvero tanti (la voce che parla "dal tetto", le mille lucine, il rumore del motore, la gente che parla, le orecchie che si tappano, la senzazione di decollo...) e a tre mesi la bebè sembra molto molto più forte che un mese prima. Le abbiamo anche fatto i... [continua...]
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La sveglia mancante
elettrico | 22 Gennaio, 2008 14:52
Questo post non è veramente qualcosa che riguarda Maia, più che altro è qualcosa che riguarda me. Una cosa simpatica, strana, che mi sentivo di condividere mentre penso a qualche cosa di pratico da scrivere nel prossimo post.
In questi giorni Maia e kilia sono via, per cui, tralasciando l'ovvia sensazione di "mancanza", quello che si pensa comunemente è: "finalmente mi posso riposare un po' e avere un po' di pace". Un po' di giorni da solo, nella casa vuota, nel silenzio, potendo guardare magari un film, avendo tempo per leggere un libro... Non so se capita o capiterà anche ad altri, ma nessuno mi aveva avvisato che senza Maia nel letto a fare versi avrei fatto una fatica enorme ad addormentarmi, rimanendo a fissare qualcosa (soffitto, libro, tv) fino a tardi e, soprattutto, non svegliandomi la mattina!
Eh già, perchè diciamocela tutta: il brusco e piangioso risveglio che Maia mi offre ha completamente sostituito la sveglia, per cui chi si ricorda più di metterla? :)
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Il portaenfant
kilia | 15 Gennaio, 2008 19:35
La prima cosa che ho preparato per la nascita di Maia è stata la sua piccola culla. Quel posto dove l'avrei messa appena arrivata a casa. Doveva essere comodo, caldo e in grado di accogliere questo piccolo esserino che stavamo aspettando. Il lettino mi sembrava troppo grande...avevo proprio voglia di un cestino. Dopo un po di ricerca lo abbiamo trovato: un cestino di mais. Mi è piaciuta subito l'idea che fosse di mais, sopratutto per il diretto riferimento al Popol Vuh. Comunque sia dal punto di vista economico era anche la miglior scelta..anche se a cestino vuoto. Per cui lo abbiamo comprato in un negozio di vimini, semplice e nudo per man mano vestirlo come ci piaceva a noi, ma li vendono anche pronti con tanto di fodere e materasso.
Ho iniziato con le fodere che ho chiesto di fare alle bisnonne, siamo andate insieme a scegliere il tessuto che ci è costato il doppio perchè la bisnonna voleva uno che a me non piaceva e quindi via prendiamo tutte e due e facciamola felice. Poi è arrivato il momento del materasso: facendo una scelta cosi naturista non potevo prenderne uno di gommapiuma ma di lana... e fatto a mano! (è costato il doppio del cestino vuoto ma conosco le mani che lo hanno fatto). E poi infine su consiglio delle bisnonne la fodera, in feltro, così che l'interno fosse tutto tutto morbido. A questo punto con bisnonne al lavoro, materassaio anche, è toccato il turno delle ostetriche che ci hanno consigliato una bella pelle d'agnello dove appoggiare Maia. Serve per aiutarla alla termoregolazione che ancora i neonati non hanno ben sviluppato, si trova in negozi bio, e abbiamo scoperto che le migliori sono quelle tedesche.
Cosi al settimo mese il cestino per
ricevere Maia era quasi pronto, lo avevo ancora dentro l'armadio ma
ogni tanto lo tiravo fuori, per... [continua...]
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I body
elettrico | 15 Gennaio, 2008 15:38
Sappiatelo: è probabile che vi regaleranno un sacco di articoli di vestiario, cosa che a Maia ad esempio non fa piacere visto che vestirsi per lei equivale alla più nefasta delle cose che gli possono capitare nell'arco della giornata.
Comunque, tra scarpine, golfini, pantaloni e simili, faranno la loro comparsa i body, elemento essenziale visto che possono essere a manica lunga o corta, sono di cotone e sono ideali per essere messi sotto a tutine o ad altri indumenti che non vogliamo siano a diretto contatto con la pelle.
Scoperti i body scoprirete anche come ve ne siano di due categorie: quelli che vi fanno incazzare, come conseguenza delle grida del bebè, e quelli che vi piacciono tanto... qual'è la differenza? Che i primi si infilano dalla testa, spesso sono pure senza bottoni ma con una specie di lembo di stoffa che permette di allargare il collo quel tanto che basta... che è sempre e comunque poco, almeno a sentire il parere di Maia!
I migliori, e quindi i più difficili da trovare, sono quelli che si aprono completamente, hanno dei bottoni a pressione (chi sa come si scrive "pussuar" me lo dica...) ai lati e in pratica un lato va sotto l'altro, così non solo sono più semplici da indossare e da togliere, ma coprono anche di più la pancia, che rimane infatti sotto due strati di cotone e non uno solo.
Alla fine vi troverete ad usare sempre i body aperti di lato, qualche volta, giusto in caso di emergenza, quelli con i bottoni sul collo, e mai quelli che si allargano senza nessuna apertura... per cui avvisate prima le nonne, magari usando quel famoso metodo: "ho visto/mi hanno detto che esistono dei body così tanto comodi..." :)
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Tre mesi al volo
elettrico | 12 Gennaio, 2008 20:36
Diciamolo subito: è molto difficile. Che non vuol dire impossibile, ovviamente, ma vuol dire che la richiesta di energia è altissima, soprattutto alla madre. Volessimo dare una definizione potremmo dire che è "assorbente", totalmente: le sensazioni che si provano sono potentissime, dalla felicità per un sorriso o per un verso, dall'emozione nel guardarla dormire, fino ovviamente alla stanchezza e alla tensione che genera un suo pianto.
Ci sono mille cose di cui tenere conto, e per fortuna molte vengono automatiche, però la vita cambia veramente completamente. Dipende probabilmente anche dalle scelte che si fanno: noi abbiamo scelto di far durare lo strettissimo legame fisico madre-neonata, di farle sentire che i genitori sono lì ogni volta che lei ne sente la necessità, per cui ad esempio la notte dorme con noi e, generalmente, non deve piangere a lungo per farci accorrere: chi non è impegnato va da lei praticamente subito, anche se a tre mesi ancora la figura della madre è quella risolutiva.
Già, da padre a volte uno può provare un po' di frustrazione: perchè con me non vuole stare? Perchè vuole solo la madre? Però ci si risponde in fretta: la natura è fatta così, e noi ne facciamo parte. E' la madre che cura i figli, almeno all'inizio, li nutre, gli fornisce il calore e la sicurezza di cui hanno bisogno. Quindi non è che non vogliono stare col padre, è che identificano con la madre (dentro la quale sono stati nove mesi!) come sé stessi, la sua voce è il suono che associano al soddisfacimento dei loro bisogni.
Del resto è palese che la sintonia fra i due è altissima, così come l'empatia, per cui... [continua...]
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La crema per il cambio di pannolino
elettrico | 07 Gennaio, 2008 11:06
Durante il cambio del pannolino abbiamo sempre usato l'unguento al tea tree (lenitivo-sanitizzante). La crema ha oggettivamente un temperamento un po' "deciso", per cui abbiamo approfittato di una visita dalla nostra medico di base - che è specializzata in ginecologia - e ci siamo fatti consigliare. Abbiamo quindi iniziato da pochi giorni ad usare la crema prottetiva alla calendula della Waleda (una ditta tedesca). Costa nove euro.
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Pulizia dei capezzoli
kilia | 29 Dicembre, 2007 20:07
«Non c'è bisogno di tecniche speciali di lavaggio per i capezzoli sia prima che dopo la poppata. Vi sono ghiandole speciali attorno al capezzolo che secernono una sostanza che li mantiene privi di germi durante l'allattamento. Quando vi lavate usate semplicemente acqua sul seno e sui capezzoli, poiché il sapone può seccare la pelle. E' importante lavare le mani prima di iniziare la poppata, specialmente quando siete in ospedale.»
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L'olio di mandorle
kilia | 29 Dicembre, 2007 19:46
Questo speciale olio è un compagno molto intimo in tutto questo mio periodo di prima maternità e racomando a tutte tenerne un paio di litri in casa dal momento in cui il vostro test da "+".
L'olio deve essere pressato a freddo e senza alcool, quindi in generale è meglio comprarlo in erboristeria, visto che quelli che si trovano al supermercato possono essere stati trattati con prodotti chimici.
Durante la gravidanza per evitare le smagliature metterlo sulla pancia, fianchi e seni (anche sui capezzoli ho utilizzato solo l'olio di mandorle e non ho avuto problemi poi durante l'allattamento), aggiungendo delle volte qualche goccia di rosa mosqueta cilena, durante i mesi estivi più caldi ho usato olio di jojoba che si assorbe un pò prima.
Durante le ultime settimane di gestazione è servito anche per i rapporti sessuali già che non è solo l'enorme pancia a fare difficili i rapporti: la vagina era piuttosto "secca" e essendo l'ossitocina l'ormone dell'orgasmo e del parto fare l'amore non solo è una questione di piacere inmenso (amarsi con la nostra bambina dentro è stato qualcosa di speciale) ma è anche raccomandato dalle ostetriche: per cui amatevi e usate l'olio se necessario.
Con Maia a casa l'olio è passato a lei: per i massaggi e dopo il bagnetto lo usiamo a modo di idratante (non usiamo nessun'altra crema) e per il cambio di pannolino nell'aqua per pulirla mettiamo qualche goccia delle stesso alternando con goccie di tintura madre di calendula, e prima del pannolino le proteggiamo la pelle con un po' di unguento di tea tree.
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Le coliche del neonato
kilia | 26 Dicembre, 2007 22:24
Non avevamo sentito mai parlare delle "colichette" finchè Maia è entrata nella seconda settimana di vita. Pianti serali inconsolabili che ci hanno portato a livelli di angoscia e di frustrazione genitoriale come mai avevamo potuto immaginare. Una volta andato via il sole (o la luce visto che siamo a Torino) Maia iniziava un pianto molto forte muovendo allo stesso tempo le sue gambine sù e giù. Il terzo giorno il pianto è iniziato prima, io ero da sola a casa con la bambina e quindi trovavo come unica cosa che la calmasse metterla al seno, ma dopo un po ricominciava... in serata quando il papà è tornato dopo l'ennesima poppata per calmarla Maia ha fatto un vomito lunghissimo che ci ha spaventato come poche cose nella vita (la nostra) e ci ha sporcato mezza casa (che è comunque molto piccola). Intanto, come primo consiglio digestivo, vi dico che è utile (molto) fargli fare il ruttino.
In mezzo al panico abbiamo chiamato un pediatra (che ci è costato 70 euri) e che ci ha detto con molta semplicità: "meteorisma"... e io mi sono veramente sentita nel mondo di marte dove mille meteoriti mi passavano accanto senza toccarmi e senza sapere fino a quando sarei riuscita a sopportare tanto stress... sentendomi una extraterrestre che si dispera per un po' di gas nella pancia della figlia... Il medico ci ha detto quindi che erano "normali colichette" e ci ha prescritto il mylicon.E' stata la prima volta che abbiamo sentito parlare di colichette, così abbiamo chiesto un po' in giro ed un'amica con una bimba di due anni mi ha detto che ha usato il mylicon e che per sua figlia è servito.
Noi abbiamo preferito provare un'altra strada, cominciando con un corso di massaggio ai bambini, dove ci hanno insegnato dei massaggi per la... [continua...]
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Portare Maia
kilia | 13 Dicembre, 2007 18:22
Mentre scrivo sono in piedi, il pc è appoggiato su un mobile e ho Maia nella pancia ma non sono più incinta: è fuori. Ovviamente le mie due braccia sono libere per scrivere: noi utilizziamo la fascia come porta bebè. È una fascia di cotone, lunga circa 5 mt che si avvolge al corpo e nella quale si mette il bebè.
Ce l'hanno raccomandato le nostre ostetriche del Sant'Anna e all'inizio non eravamo molto convinti, avevamo paura che fosse troppo complicata da mettere (infatti qualcuno fa de i corsi che durano una mattinata) però poi quando l'abbiamo comprata (in internet) vedendo le foto del libro con le istruzioni abbiamo imparato subito, e devo dire che è veramente pratica e bella. Ci sono diverse posizioni in cui mettere il bebè, dipende dell'età, e si può mettere sia davanti che dietro (quando sono piu grandi) tipo zaino... soprattutto perchè la bimba è molto comoda e il rapporto fra i corpi è diretto, sembra di continuare ad avere la pancia, ma di fuori ;), infatti la pancia non mi è mancata nel post-parto e sono sicura che questo lo si deve anche al fatto che porto Maia nella fascia.
Anche il papà la usa, e la si puo usare a casa o in giro. Noi non usiamo quasi la carrozzina, consideriamo piu caldo usare la fascia, sia perchè noi diamo il calore del nostro corpo a Maia, sia perchè che se ne stia tutta da sola nella carrozzina coperta da mille vestiti ci sembra freddo.
Inoltre pare anche che sia molto terapeutica, si usa per migliorare lo sviluppo delle anche, per aiutare lo sviluppo dell'apparato digerente (per quelli che hanno le colichette), ed è anche il "metodo canguro" che si usa per aiutare i bamini nati prematuri. Su tutto questo si trovano informazione in rete.
E'... [continua...]




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