Vi aspetto! alla Cascina Roccafranca per parlare di maternità e anche per guardarla
kilia | 15 Gennaio, 2010 17:22
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Cercasi pancia
kilia | 02 Dicembre, 2009 13:24
Come potete leggere in alcuni articoli in questo blog sono una mamma fotografa. In questo momento sono alle prese con un mio progetto che amo molto, progetto che ho iniziato quando ero incinta e che adesso sto concretizzando (senza finanziamente). E' un progetto ambizioso: sto cercando di mettere la pancia ad alcuni quadri che sono diventate icone dell'arte.
Io abito a Torino e cerco donne incinta per fare dei ritratti. L'invito è quello di giocare con il proprio corpo riprendendoci non solo le nostre gravidanze ma anche l'arte.
Chi ha interesse a saperne di più può contattarmi: manuela chiocciola aldabe.org
grazie e a presto!
come modelle o come spettatrici!
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La danza
kilia | 01 Dicembre, 2009 16:15
Da sempre la musica ci ha accompagnato: durante la gravidanza avevamo i nostri dischi favoriti e abbiamo trasmesso in radio fino al nono mese di gravidanza per riprendere subito (la prima trasmissione di Maia è stata quando aveva due settimane e mentre parlavo al microfono l'allattavo) il programma "El ritmo del barrio", musiche e notizie dell'America Latina. Ma con un disco ci è successa una cosa particolare. E' un disco di musica celtica che abbiamo scelto per farla addormentare.
Da quando ha meno di un anno abbiamo iniziato a fare il rito della buona notte che inizia con il bagno e finisce con il ballo. Dopo il pigiama le davo l'ultima poppata, che adesso è diventata l'ultimo biberon di latte di riso, ascoltando la musica di questo tranquillo cd. In questo speciale tempo abbiamo iniziato a ballare. La stanza in penombra, Maia in braccio, io che la cullo su e giù e la musica hanno iniziato a invitare il mio corpo a muoversi in un ritmo tutto nostro. Prima facevo gli esercizi della lezione di danza afro, adesso qualche passo di palestra. Non mi piace essere guardata, è una danza molto intima, solo nostra, che posso anche accompagnare con una canzone di culla, e quindi alcune volte socchiudo la porta anche se credo che non sia neanche necessario: il papà si gode quel momento di riposo (non sa mai quando mi stancherò e toccherà a lui farla addormentare).
Non è una ricetta per far addormentare i bambini ma più che altro è un consiglio in più per godersi il proprio corpo insieme a quello del bambino che è stato dentro di noi o che fa parte oggi di noi.
Ballare insieme, sempre con la stessa musica apre una finestra su un mondo speciale che è quello della notte, un dolce abbraccio che ci da conferma su quanto ci amiamo e ci accompagnamo anche se siamo in... [continua...]
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Mamma trabajo treno
kilia | 29 Novembre, 2009 13:01
Sono su un eurostar diretto a Brescia. Ho appena lasciato Maia e il suo papà a Porta Susa e scrivo dal mio nuovo mac.
Domani ci sono le elezioni in Uruguay e vado a fare fotografie della comunità uruguaiana che si incontra a cena per aspettare i risultati che, secondo tutte le previsioni, faranno di Pepe Mujica il nuovo presidente del piccolo paese rioplatense. Un presidente singolare ma che non sorprende nella scia presidenziale latinoamericana: Lula, Chavez e Morales hanno aperto il percorso verso un nuovo southamerican president style nel quale Mujica s'incastra perfettamente con il suo passato “terrorista” , il suo discorso nella lingua della gente e il suo look di contadino che divide il suo tempo tra la piantagione di fiori e l'essere in parlamento.
In Uruguay c'è moltissima speranza di
festeggiamento per domenica e io sono preparata a lavorare fino a
tardi per mandare le foto ai giornali in tempi di stampa. Ho quattro
ore di vantaggio, i risultati si sapranno verso le ore 20.30
uruguaiane quando in Italia sarà mezzanotte e mezza, ma quello vuol
anche dire che finirò di lavorare intorno alle 4 am di lunedì.
Voglio prendere il treno delle 7 per arrivare a Torino verso le 11 e
poter prendere Maia alle 13.30 (previo passaggio in tipografia per
dare l'ok alle prove di stampa), altrimenti dovrei prendere un treno
verso le 10 am, ma arriverei a Torino per le 14 e quindi potre andare
a prendere Maia solo dopo le 16.30 , ho una riunione di lavoro con
una modella alle 17.30 e quindi il tempo per stare con la bambina
sarebbe poco... meglio farci il riposino insieme e poi andare tutte e
due in bici alla riunione. E poi devo andare assolutamente alla
riunione della radio visto che... [continua...]
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E se non vogliamo firmare il permesso?
kilia | 25 Novembre, 2009 19:19
Al nido ci hanno chiesto di firmare un foglio: un permesso che dice che Maia può uscire sempre, ogni volta che c'è un'uscita programmata e non, e incredibilmente noi abbiamo detto di no. Questo, a qualche settimana di distanza, è diventato un problema al punto che questa mattina ci hanno telefonato dal Comune di Torino e ci hanno chiesto di fare una riunione insieme alla coordinatrice del nido convenzionato frequentato da nostra figlia, che ricordiamo ha due anni.
A leggerla così sembra una cosa incredibile, principalmente perché tutti i genitori hanno firmato, e quindi la prima cosa che viene da pensare è che siamo noi ad essere un po' strani (e sicuramente lo siamo, ma neanche poi tanto), ecco perché vi invito a continuare a leggere e magari poi, con un commento, aiutarci a capire da quale parte andare.
Prima di tutto c'è da dire che noi siamo disposti a firmare ogni giorno per ogni uscita, purchè sia programmata o veniamo avvisati in qualche maniera, semplicemente non vogliamo firmare un foglio che dia carta bianca al nido per far uscire Maia senza farci sapere prima né che uscirà né dove la porteranno. Ci ricordiamo che quando eravamo piccoli le uscite veniva autorizzate tramite comunicazione sul diario che andava controfirmata dai genitori, non capiamo come mai adesso ci chiedano una firma valida per tutto l'anno.
Al nido ci hanno detto che in fondo non avremmo dovuto preoccuparci troppo: i bambini che escono sono più grandi di Maia e lei non uscirà fino a giugno, aggiungendo in realtà motivazioni per non firmare questo permesso visto che sarebbe di fatto inutile se non fra quattro mesi almeno. Quando Maia sarà più grande e inizieranno le uscite noi ci sentiremmo più sicuri e tranquilli e... [continua...]
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Un bel respiro
kilia | 24 Novembre, 2009 17:05
Settimana scorsa abbiamo fatto una cosa che invito a fare a tutti: un bel viaggio di famiglia. In mezzo dell’autunno tourinese, di asilo nido e malattie varie, di stress di lavoro e di stress di non lavoro abbiamo presso un aereo e siamo andare cinque giorni a Barcellona.
Ci hanno regalati i biglietti aerei comprati con un po di anticipo e quindi pagati 30 euro andata e 30 euro ritorno tutti e tre, un totale di 60 euro incluso le tasse di Maia che sono la parte più costosa del viaggio. Siamo rimasti a dormire a casa di una carissima amica che ha una bambina due mesi più piccola della nostra e quindi così non solo abbiamo risparmiato un albergo (che sarebbe stato impossibile per la nostra economia attuale) ma le due bimbe che si parlavano in tre lingue diverse e si capivano solo tra di loro(catalano, italiano e castigliano) si sono divertite moltissimo e diventate amiche mentre le loro madri si emozionavano come se fossero uscite da una telenovela sudamericana e non dal centro sociale più grande d’Europa (ma a fin dei conti questo cosa importa?). Sta di fatto che quando siamo tornate a casa Maia piangeva e gridava “Antonia Sonia aereo avion avion” per farci capire che voleva tornare a giocare con la sua nuova amica romana catalana.
Barcellona è una bella città bellissima. E’ una buona opzione per viaggiare con bambini piccoli: ci sono parchi giochi ogni pochi passi, la temperatura è come se uno fosse a Napoli, e la spiaggia cosi vicina da farsi una passeggiata la mattina e giocare nella sabbia senza indossare il giubbotto a fine novembre! E un’altra cosa buona: i taxi costano poco.
Non abbiamo avuto tempo di scrivere neanche una cartolina pressi tra pannolini e guida turistica, non abbiamo fatto quasi foto (però abbiamo posato tutti e tre sopra il drago di... [continua...]
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In(TE|MI)grazione
kilia | 29 Settembre, 2009 15:32
Ma l'integrazione migrante dove inizia?(piazzetta Sassari vs Via Giulio)

Tutti i pomeriggi che il tempo ce lo permette andiamo al parco con Maia. Ci sono diversi parchi, con diversi giochi e diversa gente. Ma da qualche tempo osservo una cosa piuttosto strana: noi viviamo in un quartiere nel centro di Torino dove l'immigrazione è abbastanza alta. Ultimamente frequentiamo il parco giochi di Via Giulio, bellissimo giardino del comune gestito da mamme che viene chiuso la sera e dove l'ingresso ai cani è vietato, ma fino a poco tempo fa andavamo spesso in Piazza Sassari, dove ieri siamo dovute tornare (Via Giulio era chiuso per lavori di manutenzione)... dopo cinque minuti però mi sono ricordata del motivo per cui non portavo più a Maia ai giochi di Piazza Sassari: i modi che vedo nelle mamme.
Ieri appena siamo arrivate in piazzetta Maia è salita sullo scivolo dove c'era una bambina che non scendeva giù e non lasciava scendere agli altri: la mamma si è alzata dalla panca e l'ha fatta scendere prendendola dall'orecchio... Maia è rimasta un po' male. Subito mi sono ricordata che l'ultima volta che ero stata in quel parco, mentre aspettavamo per salire sull'altalena dei grandi (con Maia ci piace andare sull'altalena insieme), due bambini che si dondolavano si sono messi a litigare non so per cosa: le loro mamme, straniere, si sono alzate dalla panchina e ognuna ha dato uno schiaffo al proprio figlio. Maia è rimasta interdetta, io anche.
Mi chiedo perché in due parchi ad una distanza di 400 metri ci siano realtà cosi diverse. In via Giulio incontro una mamma che fa commercio solidale con America Latina e fa un corso di come raccontare fiabe, un papà che fa... [continua...]
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Torino passa al digitale terrestre
kilia | 24 Settembre, 2009 14:58
E noi rimaniamo senza televisione!
Il nostro rapporto con la televisione è controverso, è da tempo che abbiamo la curiosità di vivere senza e adesso scopriremo come si fa...
Anche se sono io quella che più guarda la tv in casa (la sera dopo aver fatto dormire Maia) sono stata sempre la sua più acerrima nemica.
Quando siamo andati a vivere insieme, Maia ancora non era nata, avevamo in un bilocale due televisori. Io odiavo la tv in cucina e tuttora mi sembra una cosa di cattivo gusto sia dal punto di vista decorativo che dal punto di vista sociale: la cucina è il posto in comune per eccellenza e una tv rompe l'incanto dei profumi, colori e sogni del mangiare, di chi lo prepara e di chi lo mangia. La tv interrompe i racconti quotidiani a cena, a pranzo. Ma non avevo ancora l'autorità per dire al futuro papà che volevo buttare giù dal balcone quella tv. In quel periodo viaggiavo molto a Roma e una volta mi chiamò dicendomi "è successa una cosa terribile! si è rotta la tv della cucina!", io ho cercato di nascondere la mia allegria e gli ho detto che una sola tv in casa magari ci bastava... poi, mentre ero nel treno del ritorno, mi ha mandato un sms: "ho a casa una sopresa per te"... era una televisione! Ho dubitato molto in quel momento della nostra capacità di comunicazione e quindi ho odiato ancora di più quella tv, ma non potevo dire niente ("non sai che sforzo portarla sù per quattro piani senza ascensore")...
Poi è arrivata Maia e ho vinto: via la tv della cucina e mettiamo l'amaca!
Adesso abbiamo una bella grande tv per guardare i film nella nostra camera da letto, cosa che non succede mai perchè quando Maia si addormenta dobbiamo ancora lavorare o siamo così... [continua...]
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Matilde
kilia | 18 Settembre, 2009 09:36
Maia teneva forte forte tra le sue manine un bellissimo rametto di fiori presse dai contadini di Porta Palazzo, mentre era seduta sul suo seggiolino in macchina, e diceva "è per Matilde", la figlia di una mia cara amica nata quattro giorni fa.
2500 gr di tenerezza, bianca, liscia come una pesca. A casa le sorelle di Matilde giravano intorno alla mamma piene di felicità e litigavano tra di loro e con la mamma per prenderla. Maia era incantata.
Siamo andati a prendere la pizza con le bimbe lasciando la mia amica appena partoriente e suo compagno con Matile a cena da soli. Poi abbiamo portato indietro le bimbe e salutato tutti ma Maia non voleva andare via, mi salutava e voleva che ce ne andassimo noi, ma non era proprio il giorno di lasciare una bimba in più in quella casa piena di novità.
Maia ha pianto tutto il viaggio di ritorno. Io li ho promesso che faremmo il possibile per avere un neonato anche noi.
La notte si è svegliata diverse volte, chiedendo di Matilde... forse è proprio ora di pensare ad una sorellina o ad un fratellino?
Per fortuna ci sono cose che non dipendono da noi... San precario provvederà
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Il dolore del parto cesareo
kilia | 15 Settembre, 2009 13:55
Sono due anni che Maia è nata e credo che appena adesso inizio a guarire di una ferita che mi accompagnerà tutta la vita. Quando Maia è nata non riuscivo a dire “ho partorito” ma solo “è nata” come se fosse nata da un cavolo, e sinceramente lo sento ancora. Non c’è dolore più grande per me di quello di non aver potuto partorire naturalmente Maia. Il cesareo è stata una gran delusione, direi la caduta di un castello, come se tutte le rovine di me stessa mi fossero cadute adosso…
Avevo preparato tutto per il parto in casa, sognavo da anni un parto lontano da medici estranei, nell’intimità e nel nostro protagonismo. Invece mia prima figlia è nata in una stanza freddissima, con me addormentata senza poterla ricevere, proteggere e abbracciare. Non conosco neanche la faccia di chi l’ha ricevuto e sono sicura che Maia non si meritava quello. Dovevamo avvolgerla nei tessuti di cotone, tagliare il cordone solo quando smetteva di battere, doveva essere pressa con cura e delicatezza, invece quel poco che ho saputo me lo ha raccontato mio marito con pochi particolari: ha detto all’infermiera “faccia con calma” mentre bagnava Maia che piangeva e la signora ha risposto “non si preoccupi: i neonati sono di gomma”. Chi sa quando riesco a perdonare mio compagno per no essere stato più deciso e non aver curato Maia in quel momento come avevamo programmato…
Tutte le donne viviamo il nostro parto di forma diversa, io l’ho vissuto con tutta questa angoscia da sola fino a quando ho trovato questa estate una mamma che ha sofferto lo stesso e mi ha prestato un libro: Taglio cesareo solo se indispensabile, sempre con rispetto di Olza Ibone; Lebrero Martinez Enrique.
Quel libro parla... [continua...]
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Micronido: sempre più convinta
kilia | 14 Settembre, 2009 11:28
Maia ha iniziato il nido da una settimana. Dopo un anno di micronido famigliare adesso ci siamo buttati nell'esperienza del nido d'infanza e l'inserimento è andato benissimo: al secondo giorno è rimasta a fare la pappa e al quarto ha fatto tempo pieno.
La fine del nostro amato micronido è stata tristissima, credo che non dimenticherò mai quel 30 giugno 2009 quando con le altre tre mamme e i bimbi siamo rimaste a chiaccherare per strada finchè la mamma che ha fatto questo disegno (Benedetta Giufret) non ha proposto di prenderci una tisana tutte insieme a casa sua, non volvevamo proprio separarci....Poi l'estate e ancora non ci siamo viste tutte insieme, ma il libretto che ho costruito per ogni bambino con le foto di quell'esperienza ci accompagna quasi tutte le sere.
E' vero che è molto impegantivo, che bisogna preparare il mangiare, che sono poche ore, che richiede di un protagonismo che il nido normale non richiede. Ma quando il bimbo è piccolissimo se non possiamo o non vogliamo tenerlo a casa tutto il giorno per lo meno cerchiamo di essere le protagoniste della loro vita, che ci piacia o meno a fin dei conti lo siamo...
Al micronido i tempi sono diversi, si allatta con tranquillità, c'è spazio per incontrarsi con le altre mamme e scambiarci idee, aiuti, preoccupazione e sorrisi. Al nido adesso le mamme neanche mi salutano, è come se ogni bambino fosse un individuo separato da tutto il resto. Io mi presento, le saluto ma sono troppo preoccupate per loro bimbi, senza capire che il loro benessere passa per un ambito speciale creato da tutti noi.
Il micronido mi ha insegnato la cooperazione, adesso la sfida è trasmetterla ad un... [continua...]
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Lettera ai genitori sulla "Nuova Influenza"
kilia | 12 Settembre, 2009 22:05
Il Dott. Eugenio Serravalle, Specialista in Pediatria Preventiva, scrive una lettera informativa ai genitori sull'influenza A/H1N1, valutando l'utilità o meno di sottoporre i propri figli alla vaccinazione.
Cari genitori,
ogni giorno parliamo della nuova influenza, e mi chiedete se sia utile e sicuro vaccinare i bambini.
La mia risposta è NO! Un 'no' motivato e ponderato, frutto delle analisi delle conoscenze fornite dalla letteratura medica internazionale. Un 'no' controcorrente perché molti organismi pubblici, alcune società scientifiche e i mezzi di comunicazione trasmettono messaggi differenti: avranno le loro ragioni.
Influenza stagionale e influenza A/H1N1: alcuni dati a confronto.L'epidemia, iniziata in Messico nel 2009, è di modesta gravità: il virus A/H1N1 si è dimostrato meno aggressivo della comune influenza stagionale. Si manifesta come qualsiasi forma influenzale: febbre, mal di testa, dolori muscolari, nausea, diarrea tosse. Non sarà l'unica patologia che colpirà i bambini in questo inverno, e non sarà facile distinguerla dai circa 500 (tra tipi e sottotipi) virus capaci di infettare i bambini. I test rapidi per identificare il virus dell'influenza A hanno... [continua...]
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Babysitter e pacchetto sicurezza
kilia | 26 Agosto, 2009 23:32
Questa mattina mentre lavoravo ad un reportage sul Sinodo valdese, Maia è uscita al parco con la nostra carissima babysitter peruviana.
Signora di più di 40 anni che faceva la maestra elementare in Perù ma che ha dovuto venire in Italia pensando di migliorare la sua situazione. Ha regolarmente un permesso di soggiorno ma di ritorno dal parco mi ha raccontato che mentre camminava con Maia nel passeggino che strillava "mamma mamma" perchè voleva tornare con me (ma io ero alle prese con il lavoro al pc a casa) ad un certo punto ha visto un carabiniere o poliziotto (è qui da 2 mesi e non sa riconscerli ancora) e con paura che li facessero qualche problema perchè è straniera ha detto a Maia: "ok torniamo a casa", ha fatto mezzo giro e preso un'altra strada per arrivare ai giardini.
Mia mamma quando io avevo due anni se vedeva qualcuno che rapresentava le forze dell'ordine si girava da un'altra parte, vivevamo nella ditatura uruguaiana
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Kefir d'acqua, ne vuoi un pò?
kilia | 17 Agosto, 2009 00:13
Ormai ogni volta che Maia beve qualcosa di gassato dice "keffffffir" e questo mi rende molto orgogliosa, lei non conosce la sprite, la limonata in bottiglia, ma conosce quella bibita che sua mamma fa a casa con consapevolezza degli ingredienti utilizzati.
Non avevo mai sentito parlare del Kefir finchè una mamma me ne ha offerto un po': è una bevanda ricca di fermenti lattici molto buona che si prepara con l'utilizzo di granuli "gelatinosi" (che si tengono in frigo dentro un barattolo chiuso), acqua, limone, zucchero e fichi secchi. Si mette tutto a fermentare e quando i fichi salgono allora è pronta. Più tempo lo si lascia fermentare più alcool avrà, io lo lascio solo finchè salgono i fichi così ne ha meno e Maia può bere tranquillamente.
Si trovano informazioni in internet quindi lascio a voi il piacere della ricerca ma, nel caso siete interessate/i a farlo anche voi a casa (ok fare il boicott alla coca cola ma perchè mai rinunciare alle bollicine? sopratutto quando sono così salutari?) potete scrivermi un commento qui e mi metterò in contatto per darvi un po' di granuli di kefir. Infatti il kefir non può essere comprato, si riproduce e così viene dato di mano in mano, o meglio da barattolo a barattolo!
A Maia piace molto, e anche alle figlie della mia amica che me lo ha fatto conoscere, per di più è:
Kefir, prodotto tipico delle regioni caucasiche caratterizzate dalla longevità dei propri abitanti. Il Caucaso è l'unica regione del mondo dove la popolazione ha una tale alta quota d'invecchiamento in buona salute. Questa bevanda, molto simile per principi attivi allo yogurt, ha delle proprietà terapeutiche molto interessanti e... [continua...]
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Chat, cosa si dicono papà a e mamma mentre lui è in ufficio e lei sopravvive (?) a casa
kilia | 30 Giugno, 2009 18:03
17:49
<kilia> hola elettrico
<Elettrico> ciao
<Elettrico> come stai?
<kilia> più o meno
<kilia> stanchissima
<kilia> maia è una PESTE
<kilia> siamo tornate a casa esauste
<kilia> morte di caldo
<kilia> abbiamo aspettato il 3 per 15 minuti
<kilia> poi in quel tram un caldo da morire
<Elettrico> ma non potevano accendere l'aria condizionata?
<kilia> tutto a spalla senza passeggino
<Elettrico> idioti
<kilia> quello è il meno
<kilia> per lo meno ero seduta
<kilia> poi arrivare a casa con lei a spalla più tutte le borse di maia
<kilia> perchè oggi era l'ultimo giorno di micronido
<kilia> e lei che non voleva camminare
<kilia> arriviamo a casa e subito sotto la doccia
... [continua...]
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Traslocare con bambini
kilia | 25 Giugno, 2009 12:32
È da un po che non scrivo sul blog, tra foto di bambini ai nidi e l'ultimo cambio di casa il tempo si è ridotto moltissimo. Proprio per aiutare ad ottimizzare i tempi è che scrivo su come organizzare un trasloco quando siamo genitori.
Per tutte le questioni organizzative quando abbiamo un bambino bisogna essere molto molto più attente, ci sono alcune situazione che richiedono molta energia e tempo, allora bisogna capire prima di tutto che non è necessario farcela da soli e che chiedere aiuto non è soltanto una comodità per noi ma piuttosto una forma di risparmiare tempo che potremo dedicare ai piccolini che al di là di tutto aspettano noi, sereni.
Quindi non esitare a chiedere aiuto! Non esitare a spendere soldi in un imbianchino, che anche se costa e possiamo farlo noi alla fine viene a costare meno di tutto il delirio famigliare che può portare con sé una casa nuova.
L'anno scorso abbiamo traslocato con Maia che aveva 6 mesi. Ci siamo trovati che la casa non era a posto il giorno che siamo entrati (ma anche usciti dalla casa vecchia), la proprietaria aveva deciso di fare l'impianto elettrico nuovo e tutte le parete erano piene di cemento a vista d'occhio, una montagna di materiale in quello che doveva essere la cucina, una quantità di polvere tale che appena sono entrata ho iniziato a starnutire e ho dovuto andare via. Ho chiamato la moglie di mio suocero a chiederle di urgenza di venire a pulire la casa alle 6 am prima che... [continua...]
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Mamme: anche se sembra impossibile si può
kilia | 03 Giugno, 2009 12:55
È vero che costa il doppio, triplo, quadruple di fatica ma si può. E lo voglio dire a tutte le mamme, quelle che allattano e quelle che sono in pieno della maternità: si può, si torna a fare cose, a produrre. Bisogna avere pazienza, aspettare il tempo giusto e poi difendere i proprio spazi con spade e tutte le armi che abbiamo a nostra disposizione, ma si può.
Questa è la prova.
È la stessa mostra che due settimane fa ho portato a Roma per Epicentro Solidale, che continua a girare per aiutare i progetti dei terremotati.
È la mostra che inauguro sabato prossimo a Torino.
È una prova.
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Ognuno si fa carico delle sue ...
kilia | 15 Maggio, 2009 17:56
Qualche settimana fa sono andata al micronido di Maia a fare fotografie dei bambini. Ho fatto foto di loro che fanno merenda (frutta), che giocano e poi in bagno mentre la ormai carissima Mercedes li cambia i pannolini a tutti e tre, meno a Anna che ormai non lo usa più (ha 3 anni).
Quando hanno finito ed erano tutti belli (bellissimi) puliti ognuno ha presso il suo pannolino (Anna ha presso quello di Lucila che ancora non cammina) e l''hanno portato alla spazzatura! Sono rimasta stupita ed emozionata di vedere questa fila che aspettava dietro Mercedes, ognuno con un pannolino in mano, il suo turno per buttare la "sua produzione" nel secchio.
Da quel giorno qui a casa ad ogni cambio Maia porta il suo pannolino sporco alla spazzatura, non a quella organica, ma a quella generale. Lo ritengo una buonissima abitudine, non solo perchè così inizia a mettere in ordine qualcuna delle sue cose ma perchè credo sia simbolicamente importante imparare a farsi carico di quello che è intrinsecamente di ognuno. Come lo sono le responsabilità, gli errori e i pregi di ognuno di noi.
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Caduta!
kilia | 12 Maggio, 2009 19:27
Prima o poi doveva succedere, non sta mai mai ferma e non ascolta niente, già va bene che il colpo sulla testa è arrivato a quasi diciannove mesi, dopo nove di terremoto su due piedi.
Era su una sedia accanto a me che cercavo di mettere sul mio book fotografico delle stampe colori quando è letteralmente volata dando la testa per terra. Il pianto è finito solo quando le ho dato i granuli di arnica che si prende ogni volta che c'è un incidente con trauma (alcune volte li mettiamo la crema all'arnica ma le diamo qualche granulo che aiuta in questi casi). Infatti ha azione antinfiammatoria e controllo del dolore, noi con Maia abbiamo provato che li fa bene dal momento in cui quando si fa male è lei stessa ha cercare la crema e con i granuli smette di piangere!
Ma il problema è cominciato alle cinque di mattina: ha iniziato a vomitare. Due volte la notte, poi la mattina ha presso il biberon di latte di riso, più tardi un pezzo di pizza bianca e ha tenuto tutto, ma dopo pranzo ancora una volta a vomitare... a quel punto il papà ha voluto portarla in ospedale per un controllo, che in realtà in caso di vomito qualche ora dopo un colpo in testa va fatto. Il nostro medico antroposofico, a chi abbiamo sentito solo dopo andare in ospedale perchè di sabato non è a studio, ci ha detto che solo con il vomito come sintomo non è sufficiente per allarmarsi (magari perdita del equilibro, mal di testa, sonnolenza) e che ci potevamo evitare la lastra. Ma noi ci sentivamo più tranquilli se... [continua...]
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18 mesi e un terremoto
kilia | 20 Aprile, 2009 10:53
Sono appena tornata in tempo per il complemese 18 di Maia. Ero in Abruzzo a fare fotografie del terremoto e la sera prima sono saltata dal furgone verso la nostra macchina dove Maia ormai dormiva ma io non smettevo di guardarla e abbracciarla così tanto che l'ho svegliata. Ero stanchissima, tre giorni senza fermarmi un secondo tra macerie e campi, due notti freddissime dove non ho potuto dormire. Ma l'esperienza di allontanarmi di Maia per prima volta più di dodici ore, la certezza di poter uscire al mondo a fotografare ci fatto crescere a tutti e tre.
Essere madre mi ha reso più fragile, più debole. Sapere cosa significa avere un bambino mi ha fatto legare molto con le mamme "terremotate" e loro bambini, e allo stesso tempo non vedevo l'ora di tornare dalla mia bebè che ormai dovrò cominciare a chiamare bambina. Ma cosa ho visto e sentito in Abruzzo ve lo racconto sul mio sito.
I 18 mesi di Maia li festeggiamo con l'indipendenza perchè sua mamma ha potuto andare a lavorare fuori città, perchè ormai Maia parla tantissimo e sa dirti quando ha sete, quando ha la cacca (non sempre è giusto), quando vuole un biscottino, la pizza, il biberon, la banana; ma principalmente sa dirti quando NON VUOLE qualcosa, e purtroppo ci sono dei momenti in cui "non vuole" è la sua parola d'ordine... e non hai quasi più pazienza.
Maia a 18 mesi dorme nel suo letto in camera sua ma continua a svegliarsi due o tre volte la notte. Mangia da sola, nuota quasi da sola, sale sulla sedia rischiando di cadere ma non cade, e la mattina sveglia a sua mamma con un tenero "buen dìa". Capisce le due lingue... [continua...]
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"Troppo rumore"
elettrico | 09 Aprile, 2009 10:38
Quasi un anno fa abbiamo traslocato in un nuovo appartamento ("nuovo" per noi, non nel senso di costruito da poco) per avere una stanza in più per Maia. L'affitto non eccessivamente alto e la zona centrale ci hanno convinto, così abbiamo fatto il passo.
L'appartamento che avevamo trovato era al secondo piano ma abbiamo fatto scambio con gli inquilini del terzo, che essendo anziani avevano piacere di scendere di un piano, così avremmo anche risparmiato una manciata di euro sull'affitto.
All'inizio nessun problema, poi di colpo è iniziato il delirio: il vecchio (sì, vecchio, non anziano, perchè anziano ricorda una persona canuta e gentile) ha deciso che facevamo troppo rumore. La casa è effettivamente rumorosa, essendo una vecchia costruzione non ha insonorizzazioni tanto che noi, ad esempio, sentiamo la televisione dei vicini o i passi di chi vive sopra, ma tant'è, non è certo colpa degli inquilini se la casa è costruita così, né ha senso nemmeno considerarli fastidiosi: sono rumori normali, che le persone fanno quando vivono.
Invece per noi è iniziato un vero problema, il vecchio ha iniziato a insultare, a battere continuamente, è arrivato persino ad aggredirmi una volta che sono sceso per dirgli di lasciarci in pace, bontà mia che non ho risposto perchè sarebbe ovviamente bastato reagire un poco per fargli del male, ma il punto è che una persona di 60/70 che aggredisce una di 30 in preda ad una crisi isterica ha evidentemente dei problemi.
La situazione poi si è andata aggravando sempre di più, praticamente non è possibile per Maia giocare con una macchinina, far cadere una cosa, spostare una sedia, senza dover ricevere da quello di... [continua...]
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I libri, nostri migliori amici
kilia | 03 Aprile, 2009 12:37
I libri, che sempre fanno parte della vita, non rimangono di lato in questa tappa che noi chiamiamo “ingresso nella genitorialità”. Per cui avere un libro che si occupi "dalla nascita ai tre anni" è un consiglio che faccio di cuore (e mente). Noi abbiamo avuto un libro un po' così, ci è arrivato per caso da una amica che ci ha portato un po' di cose per bambini piccoli e tra queste c'era “Il mio bambino” di Schilte-Auzouy. È stato molto molto utile, non per la brillantezza del libro ma perchè ci dava dei momenti di confronto, di scoperta su questa “cosa” nuova che abbiamo e non sappiamo bene cosa farne... cioè alcune cose ce le ha insegnate il libro, ma più che quello leggerlo ci dava dei momenti di riflessione sulle cose che ci succedevano e il tipo di risposte da dare/avere, infatti non sempre siamo stati d'accordo con le cose che dicevano gli autori, ma è stato ottimo per avere degli spunti e allo stesso tempo per organizzarci sulle cose a venire nel futuro immediato. Tratta temi che vanno dal primo latte (colostro), al primo bagnetto, i vaccini, il rapporto con il papà, ridiventare donna, la sessualità, e molti altri.
Dopo un po' abbiamo scoperto un libro che ci piace molto di più, è delle Edizioni Red (casa editrice che ci sentiamo di consigliare molto) e s'intitola “Abbiamo un bambino” di Grazia Honegger Fresco, ci piace perchè è più vicino ai nostri interessi ed ha uno sguardo più “naturista” anche nelle soluzioni domestiche di come sistemare la casa per evitare incidenti, come fare dei giocatoli, lo sviluppo del linguaggio, il tipo di scarpe da usare, come insegnare a dormire creando una serie di abitudini da fare ogni sera... [continua...]
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È finita
kilia | 26 Marzo, 2009 14:10
Purtroppo è finita. Non c'è più. Mai più.
L'ultima parte di uno svezzamento è senza dubbio molto molto difficile. Ma non difficile come pensavamo noi, nel senso di notti in bianco con pianti inconsolabili (avevamo avvisato ai vicini e chiedevamo scusa in giro per le scale prima di affrontare definitivamente la questione), è stata difficile, è lo è ancora a due settimane dall'ultima poppata, perchè è molto triste perdere quell'intimità, quei momenti di relax, di corpo a corpo che ci univano da ormai diciassette mesi.
È profondamente triste per la mamma. Infatti credo che la migliore cosa da farle sia un buon regalo, un regalo che sia una svolta per la vita di quella mamma che finalmente si rimboccherà le maniche e tornerà al suo mondo dove avrà bisogno di più strumenti perchè, a differenza di tutte le altre, è stata come minimo un anno fuori carriera. Ne parlavo con una mia amica che finisce di allattare adesso anche lei e si "regala" una telecamera, a me regalano l'attrezzatura fotografica digitale (purtroppo con la pellicola non si lavora mica, se hai una nuova bocca in famiglia da mantenere), ed è vero: ci meritiamo una spinta per essere buttate ancora nel mondo del lavoro (rimanendo sempre l'incognita se, essendo mamme, trentenni e ferme da più di un anno, riusciremmo a tornare a nuotare nelle acque salariali).
Come abbiamo affrontato lo svezzamento di Maia? Lentamente, molto lentamente. Non posso parlare qui di tutto lo svezzamento ma dico solo che Maia ha presso qualcosa oltre al seno quando aveva sette mesi (prima non ha presso neanche l'acqua) e ha iniziato a mangiare con ben quattordici mesi, prima giocava, mangiucchiava, conosceva, scopriva il cibo, ma di mangiare proprio non se ne... [continua...]
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Uruguay: registraciòn de nacidos en el exterior
kilia | 15 Marzo, 2009 14:56
Questo articolo è in castigliano perchè d'interesse per quei genitori che vogliono nazionalizzare uruguaiani loro figli nati all'estero, come abbiamo fatto noi con la nostra piccola, che grazie a tanti giri e giri oggi ha due nazionalità. Speriamo così aiutare qualcuno facendogli risparmiare qualche fila inutile...
Maia naciò en Italia, de madre uruguaya y padre italiano, enseguida quisimos hacerle los documentos uruguayos, osea tramitar su nacionalidad uruguaya. Sabìamos que iba a ser un camino difìcil, con muchas vueltas, oficinas y perdidas de tiempo... y asì lo fue, asi que escribimos lo que se necesita esperando facilitarle la vida a algùn uruguayo que por el mundo ha tenido hijos y quiere nacionalizarlos uruguayos.
Primero que nada es importante decir que ya no es necesario registrar el nacimiento del bebè en los 10 dias siguientes al nacimiento, una nueva ley dice que se puede hacer màs tarde.
Documentos y tràmites a seguir:
En el paìs de nacimiento del bebè:
1- partida/certificado de nacimiento con firma de funcionario del pais donde naciò
2- certificaciòn en la Policia del mismo documento
3- autentificaciòn por parte del Consulado uruguayo correspondiente de la firma del funcionario del pais de origen de la partida de nacimiento (unos 30 euros)
4- en caso que el bebè viaje con uno de los padres hay que hacer, en el Consulado si el padre no viaja, un documento en el cual el padre que da permiso al menor de salir del Uruguay (algo asì como 20 euros), aunque estè inscripto en el pasaporte de la madre (en mi caso italiano) cuando saldrà de Uruguay sarà uruguayo por... [continua...]
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Mentre alcuni morivano di freddo
kilia | 13 Marzo, 2009 12:06
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Gennaio in Uruguay, alla scoperta delle spiagge ancora selvatiche... un pò di vento, sole forte ma natura in tutti sensi. Una casa di legno, senza luce, ma con l'acqua corrente.
Purtroppo un rospo che non capiva di non essere benvenuto cercava di tornare spesso, ma il rumore del mare, anzi dell'oceano che si sentiva tutta la notte era meglio di una ninna nanna e faceva dormire Maia tranquilla, mentre alla luce di una pila leggevo qualche libro senza fretta. La camera, in un secondo piano aveva una finestra che dava direttamente sul mare, e vedevo sorgere il primo sole dall'acqua. La sera si cenava alla luce di un faro, a casa o in un locale in giro, passeggiate guardando le stelle in un paesino dove l'assenza di luce elettrica ci permette di vedere il cielo come ce lo sogniamo tutto l'anno ed è la luna quando diventata piena ad illuminarci il ritorno a casa, con il passeggino che doveva essere alzato a tratti perchè la sabbia non lo lasciava passare mentre Maia dormiva o anzi, cantava con i suoi cugini.
Colazioni in giardino, mai eravamo meno di cinque. Pian piano arrivavano quelli che dormivano dentro le tende (anche al mare ognuno ha voluto la sua privacy), faceva caldo e i rumori di posate facevano capire che alcuno era tornato dall'alimentari con lo yoghurt e il pane fresco. Si parlava anche di qualche notizia rubata dalla prima pagina di giornale, si parlava di Palestina e dell'attaco israeliano a Gaza, anche da qui è passata la tristezza e l'indignazione per quella foto della bambina sotto le macerie.
Maia, amante dell'acqua correva verso il bagnasciuga senza paura, . Qualche volta ha pianto quando la mamma si è messa a giocare in acqua con i bambini... [continua...]
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Elenco per la nascita
kilia | 12 Marzo, 2009 00:01
È difficile sapere cosa serve per l'arrivo di un neonato a casa, noi lo abbiamo scoperto insieme a Maia ma ci sarebbe stato utile un elenco come questo, quindi lo abbiamo fatto per tutti i genitori che sono in dolce (ansiosa) attessa:
a)vestiti per bebè
b)per la loro cura
c)cose per la casa
d)allattamento
a) vestiti per il bebè: calcolare minimo due cambi al giorno
-tutine (con 5 va bene ma anche 10)
-body, possibilmente quelli che si aprono ai lati e non passano dalla testa
-pantaloni pagliaccetti
-cappelli (sia inverno che estate, i neonati spendono molte calorie nel mantenere la testa calda, calorie che possono essere utilizzate per lo sviluppo di loro corpo e organi che ancora non sono completamente formati, l'uso del cappello permette che le calorie vadano ad aiutare questo sviluppo)
-un golfino di lana buona (se potete 2 è meglio)-un maglione di lana, una o due tutine di lana
-copertine di cotone e di lana (naturale non sintetico) per prenderli ed avvolgerli
se è inverno una tuta per uscire, quelle del tipo Michelen o a detta di altri “astronauta”
-calze e scarpini di lanab) per loro cura:
-cotone per la pulizia ad ogni cambio pannolino (noi bagnavamo un pezzo di cotone nell'acqua tiepida con qualche goccia d'olio che mettevamo in un contenitore preparato apposta ad ogni cambio pannolino)
-crema per il cambio pannolino
-unguento di tea tree
-sapone/olio per l'igene
-olio per il corpo (calendula, jojoba, ecc)
-pannolini-tintura madre di calendula per la pulizia dell'ombelico
-garze
-fazzoletti di tessuto naturale
-tanti asciugamani medi e piccoli (per pulire... [continua...]
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Il passeggino
kilia | 10 Marzo, 2009 11:25
È stata per noi una delle scelte più difficili e purtroppo fatta male. I prezzi toccano il cielo e il mercato è cosi ampio che è più facile perdersi in un commercio di bambini area passeggini che all'entrata di Milano.
Noi abbiamo presso un'”inglesina” e sono molto molto pentita: è un passeggino inglesina che si chiude stile “fisarmonica”, pesa moltissimo e non c'è forma di portarlo chiuso. Poi è grande e non entra nel bagagliaio della Punto... Per Maia è comodo perchè sembra quasi una carrozzina ma c'è di meglio. Una nostra amica è molto contenta del suo mac laren, e l'altro giorno di passeggio per la Reggia di Venaria abbiamo trovato una coppia con il bimbo come noi, loro col mac laren e io sorpresa di quanto più intelligente è (per esempio la borsa dove mettono i piedini si apre di lato, cosa che nel nostro non succede il che significa che metterle i piedini e poi toglierli è un tira toglie con tanto di scarpe che rimangono dentro rischiando di lasciare proprio un piedino...e se per caso ti cadono i pomodori dentro come non si apre mai rimangono li finchè...). Ma ribadisco il problema più grande è la chiusura e la sua impossibilità di essere portato: ha la maniglia dalla parte opposta del senso delle ruote. È anche troppo largo quindi non posso salire in autobus, alla fine preferisco portarmi Maia in braccio...Quindi secondo noi prima di comprare un passeggino vedere se:
ha chiusura a ombrello
pesa poco
ha la cinghia per portarlo a spalla chiuso
le ruote girano facilmente ma non troppo grandi altrimenti non entra in macchine piccole
il sedile non solo si può tirare giù per farlo dormire meglio ma anche lo fa stare ben seduto. ... [continua...]
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Indice... Maia cresce, i post aumentano!
kilia | 01 Marzo, 2009 17:59
Accorgimenti per una buona poppata
La crema per il cambio di pannolino
[continua...]
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Una completa colazione, per allattamento e non solo
kilia | 25 Febbraio, 2009 10:44
Da quando una medico* esperta in edicina antica naturale ci ha dato la ricetta iniziamo la giornata un po più carichi, all'inizio era per l'allattamento ma anche il papà fa questa colazione e crediamo sia consigliabile per tutti, nondimeno per le mamme che abbiamo bisogno di tanta e buona energia!!! (siamo al 16 mese di allattamento a richiesta!)
Ingredienti a persona (possibilmente di produzione biologica):
un vaso di yoghurt *
una frutta di stagione
un cucchiaio di zucchero panela /di canna, malto o miele
un cucchiaio d'olio di semi (girasole, lino in caso di problemi ai polmoni, o altri)
un cuchiaio di farina integrale biologica (avena, farina di riso, grano saraceno, kamut). Per le donne dopo il parto meglio utilizzare l'avena che è molto ricostituente. Noi usiamo per il papà celiaco fiocchi di mais. Si trovano anche delle farine (o carboidrati) pronti per la colazione che si possono utilizzare.
7 mandorle o 5 nocciole,3 noci, un cucchiaio di pinoli, un cucchiaio di semi di zucca
il succo di 1/4 limone
Frullare il tutto.
*lo yoghurt lo facciamo a casa, non è per niente complicato:
ad un litro di latte tiepido in una brocca con coperchio aggiungo un vasetto di yoghurt bio naturale, poi avvolgo la brocca con una coperta piccola o qualcosa che dia caldo (io uso una coperta dell'aereo ma può essere anche un maglione di lana vecchio) e lo appoggio sul termosifone (d'estate lo stesso calore del giorno fa il lavoro del termosifone), dopo alcune ore è pronto allora aggiungo un cucchiaio di zucchero per correggere l'accidità.* Dtt.ssa Michela Pessot Medico Chirurgo
Psicoterapeuta- Esperta in antica medicina naturaleUltimo consiglio: stampate e attacate al frigo... [continua...]
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Conferenza "osteopatia in gravidanza, nascia e crescita"
kilia | 23 Febbraio, 2009 23:48Dopo molte richieste da parte di genitori con bambini piccoli riferite ai nostri post sull'osteopatia e la nostra esperienza, segnaliamo un evento che crediamo possa essere interessante
Conferenza gratuita
“Osteopatia in gravidanza, nascita e crescita” relatrice: MONICA VAYRA, osteopata docente c/o S.I.O.T.E.M.A. (scuola di osteopatia)
Come l'osteopatia può essere utile per risolvere problematiche alle donne in gravidanza ed ai bambini nella fase pediatrica
GIOVEDI 26 FEBBRAIO ORE 21- Posti limitati...Indispensabile la prenotazione al n.0119401313.
CENTRO ALCHEMIA - VIA Roma 29 CHIERI - 011 9401313Posted in Benessere. Commenta: (0). Trackback:(0). Permalink
Ci vogliono chiudere il micronido!
kilia | 23 Febbraio, 2009 23:39Alla cortese attenzione della
Dott.ssa Campini
Divisione Servizi Educativi
Città di Torino
Micronidi familiari
Vi scriviamo perché ci hanno informato che il Comune di Torino intende chiudere l’esperienza dei micronidi il 31 marzo del corrente anno, il che significa che il Comune toglie i vaucher alle famiglie per il pagamento e che i micronidi che si svolgono nelle sede delle Associazioni verrano chiusi.
Siamo molto preoccupati di trovarci con i bambini a casa quando per noi questa è stata una soluzione per i bambini che sono rimasti fuori dalle graduatorie comunali.
Esprimiamo tutto il nostro disappunto per una decisione che viene imposta al 31 marzo, ad anno scolastico iniziato e non ancora terminato, e che non prevede una soluzione per le famiglie che si trovano così a dover far fronte a tre mesi scolastici senza nessun sostegno.
La scelta del micronido non è stata solo una scelta economica, è stata frutto di una scelta ben precisa rispetto al desiderio di offrire ai bambini, ancora molto piccoli, uno spazio di socializzazione e apprendimento che sentiamo più a loro misura rispetto a una grande struttura e in grado di coniugare una dimensione più artigianale, che richiede ancora un grosso investimento da parte di noi genitori in prima persona, con una cornice istituzionale, garantita dalla mediazione dell’Associazione e dalla convenzione con il Comune.
Per alcune famiglie gli aiuti da parte del Comune sono l'unica forma per garantirsi venti ore settimanali di micronido, se vengono tolte le convenzioni allora quei bambini dovranno rimanere a casa e non sappiamo ancora con chi. Consideriamo il micronido una risposta all'emergenza nido di... [continua...]
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Di ritorno alla pellicola
kilia | 06 Dicembre, 2008 20:43
Anche se in realtà l'ho sempre preferita, da quando Maia è nata ero passata al digitale, tanto comodo, tanto carino, tanto veloce, ma ... tanto, anzi troppo! Troppe foto! Mille, in migliaia di cartelle, in tutte le posizioni, momenti, scoperte (scoperte di Maia, ma anche nostre su cosa è avere un figlio), in tutti i dischi del computer (che in realtà per noi è solo uno perchè usiamo linux), tante tante tante che non riesco a trovarle, non hanno un ordine, e per di più di buone ce ne sono poche! È che è cosi alla mano fare le foto col digitale, le facciamo tutti, tante che qualcuna deve venire bella! per forza! invece no. Invece di mille foto del compleanno alla fine non ne abbiamo quasi nessuna...
E sono tornata alla pellicola, voglio avere gli album. Certo che con il digitale uno può sempre fare il cd e portarlo a stampare, (ma anche se stampano in carta fotografica sono sicura che non è lo stesso che la stampa da un negativo pellicola, non sono sicura di cosa ne sarà dei colori tra cinque anni, anzi, quelle digitali stampate che ho da cinque anni sono scolorite...), ma per di più mi propongo di scegliere le migliore, ritoccarle, ecc, ecc e poi alla fine rimangono nel pc (certo qualcuna va a finire nel web ed è questa la ragione per cui non butto la digitale ma anzi la continuo a usare!), e alla fine Maia ha fatto un anno e non abbiamo foto "reali" per fare un suo album...
Ho preso una scelta estrema: macchina compatta con pellicola, 400 asa colore. Niente digitale, niente FM2 nikon ma la macchina più semplice che c'è, tipo quelle che mi hanno regalato quando avevo 8 anni, ma stavolta con il flash!! sì, ci voglio pure il flash, niente tirare la pellicola, illuminare, cercare la fonte di luce.... [continua...]
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scena 2
kilia | 24 Novembre, 2008 17:35
(scena 1/ camera sua: battaglia campale per metterle un pannolino)
scena 2/ bagno
Mamma di Maia fa la pipì. Maia la guarda appoggiata sul bidet.
Mamma di Maia: vedi Mamma fa la pipì qui, ha una mutanda che è questa e non usa pannolino. Quando tu impari a dirmi pipì pipì non userai più pannolino.
Maia: pipì pipì pipì!!!!!!!
:/
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Vieni alla festa!
kilia | 07 Ottobre, 2008 23:10
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5 minuti, solo 5 minuti!
kilia | 02 Ottobre, 2008 12:41
Appena tornate dal nido. Dopo un piatto di pasta in bianco, fatto al volo (il massimo che mi posso permettere a pranzo, non mi venga mai in mente di preparare un sugo) ho detto a Maia: adesso dammi 5 minuti che voglio lavare IL piatto e le due cose della colazione.
Prima ha aperto il cassetto del mobile della cucina e buttato tutto per terra, poi ha preso la carta alluminio e l'ha srotolata completamente.
Mezzo minuto dopo ha aperto la spazzatura organica e quando l'ho guardata aveva in bocca una prugna andata a male che avevamo buttato la mattina, ma dopo aver svuotato la moka, quindi era una prugna "al caffè". Per cui ho messo fuori in balcone la spazzatura lasciando la porta aperta, visto che c'è una sbarra e lei non può uscire (altrimenti si mette dentro il bagno della Juanita, anche se questo non evita che si metta in bocca la cacca della gatta grazie al contributo attivo della gatta appunto, cosa che ha già fatto). Lì ho avuto un minuto di silenzio, ma poi è tornata dalla camera senza la salopette, cioè a gambe nude, non ho idea di come cavolo abbia fatto a sfilarsela, e siccome qui a Torino ormai fa freddo ho dovuto togliermi i guanti, chiudere il rubinetto e infilargli i pantaloni, lasciandola però scalza. Torno al lavandino, finisco e la trovo guardando con molto amore ancora la spazzatura organica, a quel punto alzo il coperchio e scopro che aveva nascosto dentro una delle sue scarpe!
tutto in 5 minuti!
che pazienza essere madre... ... [continua...]
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Inserimento fase 2
elettrico | 26 Settembre, 2008 13:58
Per cercare di riportare nei ranghi la disperazione dell'inserimento all'asilo abbiamo provato a cambiare un po' approccio: la mattina la porto io, dopopranzo va a prenderla la mamma. In questa maniera saluta la mamma sulla porta di casa, rimanendo con papà, quindi (si spera!) un distacco più dolce, e poi al micronido si stacca dal papà, cosa che in genere gli riesce più facile.
Il primo distacco effettivamente è sempre riuscito bene, anzi, ora maia sa che quando è vestita è pronta per uscire col papà, mi guarda e mi fa segno "dai, prendimi in braccio e andiamo!"... e chiaramente io sono contento, perchè è lei che mi sta chiedendo una cosa fra me e lei! Poi arriviamo sulla porta e lei fa ciao e saluta la mamma, fa versi contenti mentre scendiamo le scale e ormai non strilla manco più quando la metto in macchina, nel seggiolino, anzi, ultimamente si accomoda per prepararsi al pisolino che farà fino al portone del micronido.
Arrivati al micronido si sveglia dal portone fino all'ingresso dell'appartamento e... beh, capisce che la sto per lasciare e agisce di conseguenza: immediatamente diventa l'essere più affettuoso del mondo, mi abbraccia, mi sorride, mi stringe, mi fa le carezze (!!) e se per caso intuisce che è arrivato il momento per me di andarmene allora inizia la fase 2, che poi è quella che mi fa arrivare a pensare "beh ancora due minuti...".
La fase due infatti consiste innanzitutto in un inasprimento degli abbracci, poi si concentra sullo sguardo, mi guarda negli occhi e inizia a piangere con tanto di lacrime ed espressione di disperazione, come dire "oooooh nooooo padre mio! cosa stai facendo!! non vedi... [continua...]
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Siamo sempre di più!!!
kilia | 24 Settembre, 2008 11:46Questo post può sembrare un po' strano, ma siccome questo è blog esiste anche per raccontare le cose che ci succedono, è giusto scrivere qui anche quise: da un po' di tempo ogni volta che riceviamo la notizia di amici "incinti" ci invadono un'enorme felicità ed entusiasmo e passiamo dei giorni a sorridere dentro di noi e tra noi stessi. E poi nel mezzo della cena oppure mentre si mette in ordine la casa uno dice all'altro: "ma che belli magari possiamo mandargli i vestiti d'inverno visto che nasce come Maia in autunno", oppure: "quel capellino rosso che ci hanno mandato dall'Uruguay, usato da ... potrebbe starle benissimo a ...". E ci preoccupiamo per la futura mamma, ci raccontiamo "non sai è un maschio!!", le voglio prestare la mia amata salopette... Regaliamoli una fascia!
È estremamente strano, nel senso che noi non siamo mai stati amanti dei bambini, e se andavamo ad un parco lo facevamo di sera quando quegli "esserini" dormono. E forse non è soltanto felicità della nascita di un nuovo bambino al mondo ma forse è felicità per una coppia di amici che iniziano a vivere la cosa più sconvolgente e fantastica che ci sia mai successa.
Sicuramente c'è anche dell'altro: la consapevolezza di avere qualcuno in più dalla nostra parte. Cioè, dopo essere diventati genitori gli amici si sono divisi in "quelli con e quelli senza bambini", e tutti valgono lo stesso ma delle volte con "quelli senza" ci dobbiamo sforzare per
parlare durante una cena di cose che non riguardino i bimbi, che sono la cosa che più abbiamo in mente (e va bene, perchè non si può vivere sempre parlardo di loro!), ma quando ci si incontra con amici genitori allora... [continua...]
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Inserimento...nella disperazione
kilia | 16 Settembre, 2008 15:31
Siamo al nono giorno di inserimento al nido e sono sempre più disperata.
A parte il fatto che non ho scelto di fare l'educatrice e quindi essere al nido tutti i giorni lo trovo di un noioso incredibile, Maia ha deciso che neanche a lei piace quel posto senza di me e quindi dopo poco che vado via si mette a piangere disperata e il mio telefono suona per farmi tornare indietro. Oggi dopo quindici minuti, normalmente non più di mezz'ora. Per farvi capire quanto difficile sia la situazione vi racconto che settimana scorsa scendo, dovendo tornare dopo un'ora, trovo un centro estetico e mi viene in mente: "la ceretta! domani torniamo alla scuola di nuoto e io sembro una tedesca...magari c'è posto proprio adesso!" e c'era posto! eccomi li con la gamba in su, piena di cera e il telefono che suona, rispondo e sento gli strilli di Maia e la voce dell'educatrice disperata che mi chiede di tornare in fretta. Mezza ceretta.
Oggi la bambina compie i suoi undici mesi, quindi non è tanto tanto piccola, cioè forse si ma per quello che vediamo in questa società è abbastanza normale che alla sua età cominci il nido. E poi il nostro nido è steineriano, massimo quattro bimbi, e adesso sono solo in due, tempo breve, un appartamento carino, tutto di legno, l' educatrice peruviana li parla nella stessa lingua che la mamma... invece Maia non vuole. E come le faccio capire che è la migliore soluzione che c'è? Si va al nido in bici, per la pista ciclabile costeggiando il fiume, è vicino la facoltà di mamma e costa solo 150 euro?
Oggi... [continua...]
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Ecologici e "gli altri"
elettrico | 11 Settembre, 2008 10:34
Tanto tempo fa (ok, è poco, ma a vedere i cambiamenti di Maia sembra sia passato un secolo!) abbiamo scritto questo post riguardo ai pannolini. L'altro giorno abbiamo finito i pannolini e ci siamo detti: "ok, adesso è grandicella, possiamo metterle anche una marca xyz che non sia quella super-eco-anallergica", per cui sono andato a comprare dei pannolini "normali", e nemmeno poco costosi, visto che 22 li ho pagati più o meno 14€.
Manco a dirlo, a Maia è venuto tutto il culetto rosso e ieri sera aveva anche due piccole piaghe che la facevano strillare... poverina! Mi sono subito sentito in colpa e, in seconda battuta, ho dovuto mandare maledizioni gravi a questi che producono questi orrori... si dichiarano "senza clorina", ok, niente cloro quindi, ma che cavolo ci sarà dentro per far avere questa reazione?
Siamo, ovviamente, immediatamente tornati ai moltex e, con l'aiuto di una crema uruguayana ("Dr. Selby") che non brucia, Maia sta già tornando alle sue condizioni normali!
Evviva!
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Stress ad alta velocità
kilia | 09 Settembre, 2008 22:25
Non ho mai mai avuto tanto stress come in questi giorni... solo oggi ho rischiato l'infarto più di venti volte: Maia si è annoiata di stare per terra e si butta nello spazio a piccoli passi senza prendere nessun sostegno, anzi, con le mani occupate. E pensare che una settimana fa le abbiamo comprato un paio di scarpe per bebè (quelle belle, in pelle, australiane, ecc ecc)... invece giù a Roma con una amica siamo entrate in un negozio di scarpe per vedere quelle per i primi passi, le abbiamo provato un paio e Maia è partita sparata verso l'uscita!!! Camminava molto meglio!!
La cosa più bella è che incredibilmente ha un sacco di equilibro, cosa molto buona, ma così uno non sa mai quando cadrà davvero, perchè, cerco di convinvermi, è normale che cada e se si faccia male, devo essere calma e gestire la cosa come un adulto, è questo che mi fa ancora più panico.
Oggi al nido, in pieno inserimento con un altra mamma, Maia si è messa in piedi e ha fatto quattro passi da sola, noi con l'educattrice la guardavamo allibite, io avevo gli occhi di fuori e quando Maia ha perso l'equilibro ha avvicinato le mani al pavimento e semplicemente si è rimessa a gattonare... noi non lo potevamo credere... Io ho detto all'educatrice "non so come esprimermi sento molta felicità e allo stesso tempo tristezza, nostalgia" e l'educatrice mi ha chiesto "nostalgia di cosa?", "di come così presto non è più una bebè..." e lei: "ma si è ancora una bebè", si è certo ma ogni giorno meno, ogni giorno i nostri cuori sono più contenti di vedere i suoi nuovi passi e così ci rendiamo conto che è ora di cominciare a preparare la nostra festa: il suo compleanno!
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Bio-illogici
elettrico | 28 Agosto, 2008 21:35
Abbiamo deciso di non affidare lo svezzamento di Maia alla plasmon e compagnia bella, per cui pappette e creme varie le facciamo noi , con ingredienti rigorosamente biologici che in genere ci porta un contadino o che più raramente prendiamo in posti tipo biobottega, ecc.
Capita a volte che, rimasti senza niente e in giro per altre spese, ci avventuriamo nei banchi dei cosiddetto "bio-logico" della coop, in genere comprando ben poco.
L'altro giorno però dovevamo andare in giro e abbiamo detto: "vabbè, per una volta, tanto anche questi andranno bene", e abbiamo comprato un po' di frutta e verdura di vario tipo.
Due giorni sono passati, due, che la frutta e la verdura di cui sopra sono diventate una schifezza, manco stessimo parlando di due settimane: le banane erano nere, le pesche tutte andate a male, i finocchi erano decisamente in parabola discedente... chi sa di cosa parlo ha già capito: tutta roba tenuta in qualche freezer per giorni.
A quel punto preferiamo l'omogeneizzato biologico, ma solo nell'emergenza.
Per fortuna l'altro ieri è arrivata la verdura del contadino che con il gruppo d'acqusto nel quartiere Aurora c'è la porta a casa tutte le settimane, non è la soluzione perfetta perchè comunque la varietà non è tanta ma è il migliore che abbiamo trovato, anche nel prezzo (due euro al kilo di qualsiasi verdura o frutta si tratti).
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L'aspiratore nasale
kilia | 30 Luglio, 2008 23:46
Avvertenza: questo post può generare vomito nei soggetti più sensibili (e non genitori)
Delle volte per renderci conto del mondo dell'abbondanza in cui viviamo e del livello di consumismo che c'è basta guardare le cose più semplici e piccole senza stare a guardare il WTO e scomodare i massimi sistemi. Vi raccontiamo un'esperienza con uno strumento di cui non sapevamo l'esistenza finchè Maia non ha preso il raffreddore: eravamo in Uruguay e la pediatra mi ha mandato a comprare un aspiratore nasale per aspirare i moccioli che lei non sa ancora tirare fuori da sola. E' un tubo di plastica con due boccucce di vetro: una va nella bocca della mamma e l'altra nel naso del bebè, quest'ultima ha una specie di "rigonfiamento" dove si ferma il moccio aspirato. Dopo l'uso si lava, magari col alcool, e poi lo si riusa. Tornati in Italia Maia ha preso un'altra volta il raffreddore e anche qui la pediatra mi ha mandato a comprare l'aspiratore nasale. Io, convinta che quello italiano fosse migliore di quello "terzomondista" (visto che Maia odia quel affare), sono andata a comprarlo. Il funzionamento è lo stesso, solo che è tutto di plastica e la boccuccia che arriva nel naso del bebè va cambiata ogni volta dopo l'uso visto che contiene una spugnetta che si impregna del moccio. Ogni volta!!! Quanta produzione di plastica è? E quanti soldi vanno via se ogni scatola che contiene intorno ai 10 ricambi costa qualcosa come 5 euro?
Credo che in questo caso la non possibilità di comprare tante boccucce abbia prodotto qualcosa di più sensato e anche più ecologico! E se fosse poco devo anche dire che "tira" molto molto meglio dell'aspiratore italiano al quale gli manca un pò di forza, infatti... [continua...]
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Maia e il suo primo micro-nido
kilia | 25 Luglio, 2008 10:55
Anche se ci sarebbe piaciuto tenere a casa Maia fino ai tre anni la mancanza di nonni, zii e cugine con figli, il bisogno della mamma di avere un po' di spazio per i suoi progetti personali (lavoro, studio) e il costo di una baby sitter a domicilio ci ha fatto pensare ad una soluzione alternativa. Alla fine abbiamo trovato una via di mezzo che ci convince abastanza: il micro-nido. È un piccolo nido gestito da una mamma- educatrice con un massimo di quattro bambini, delle volte anche di più ma qui in Piemonte sono quattro. Quello che abbiamo scelto noi fa parte del progetto "Mamme di giorno" dell'associazione "La Cicogna" ed è convenzionato col Comune. Quest'anno apre un micro-nido nella loro sede e Maia inizierà lì il suo percorso. Loro seguono la pedagogia steineriana per cui pochi stimoli, giocatoli solo di materiali naturali, seguono i ritmi dei bambini. Anche se il micro-nido apre a settembre abbiamo avuto già due riunioni, ci hanno presentato l'educatrice e anche gli altri genitori, e cosa non meno importante abbiamo visto giocare i bimbi tutti insieme per terra mentre noi chiacchieravamo.
Un'altra cosa interessante sono i pasti: siccome non si può cucinare sul posto le mamme devono portare il mangiare, per cui si è deciso di cucinare a turni, così invece di dover cucinare tutti i giorni per uno si cucina ogni tanto per tutti i bimbi e il menù si decide insieme. Abbiamo anche deciso che deve essere tutto biologico e si è parlato di menù vegetariano.
Dal punto di vista economico essendo convenzionato con il Comune si paga a fasce, l'unica cosa è che normalmente uno paga i... [continua...]
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uyyyy che dolore la dentizione!!!!!
kilia | 23 Luglio, 2008 23:55
Maia ha una collana d'ambra, che anche se non mi sembra la collana più bella ha una magia speciale: aiuta la sua lunghissima dentizione. Una nostra amica l'ha comprata in Svizzera dove le vendono in farmacia, infatti in quel paese è normale mettere ai bimbi questa collana perchè l'ambra aiuta nella dentizione grazie al suo effetto calmante e disinfiammatorio. I primi due dentini di Maia, usciti intorno al sesto mese, sono stati molto dolorosi e Maia si è lamentata parecchio. Poi è arrivata la collana e oggi che taglia il primo dente di sopra è infastidita ma non come quando non aveva la collana, tra l'altro mi pare che stia uscendo in forma meno violenta, non ha dei buchi con del sangue nella gengiva ma appare già il dentino bianco.
Nei giorni in cui tagliano i denti, nel caso non bastasse la collana che comunque si porta sempre e non solo nei giorni difficili, un'altra cosa che si può usare è il miele rosato che allevia il dolore, ma solo in situazione di emergenza perchè se usato molto può causare carie. Un'altra possibilità è la Camilia: Medicinale omeopatico tradizionalmente utilizzato nei disturbi attribuibili alla dentizione del bambino che viene dato in monodosi due o tre volte al giorno (contiene Belladonna,Chamomilla, ferrum e acqua purificata).
Qui in Italia la collana d'ambra iniziano a venderla in alcuni posti di cose naturali ma costa più di dieci euro di quanto costa in una farmacia in Svizzera (dove costa intorno ai trenta euro).
Un'ultima cosa: la collana va usata una sola volta, cioè nuovo bebè nuova collana.
MA COS’ E’ E COME FUNZIONA UNA COLLANA PER LA DENTIZIONE?
Una... [continua...]
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I vaccini e un aiuto omeopatico
kilia | 22 Luglio, 2008 00:20
Sul vaccinare Maia devo dire che siamo stati molto molto pratici. In linea di massima sono d'accordo con il non farli ma non sono sufficientemente sicura come per prendere la decisione, per cui siamo andati a ragionamenti logici. Il primo è stato: sebbene certe malattie non ci sono più grazie ai vaccini e quindi non sarebbe più necessario vaccinare, un vaccino è un primo contatto con il virus che in caso venga incontrato molto più forte (magari tornando da un paese lontano) il corpo che è stato vaccinato ha un minimo di difese in più di un corpo non vaccinato. Il secondo ragionamento è stato: i virus viaggiano e volano in questo mondo globalizzato e se il bambino è in posti dove non c'è molto affollamento tipo montagna, paesino, ecc. allora le possibilità di trovare dei virus è minore, ma nel caso in cui il bebè viaggi e sopratutto passi tra nodi di traffico mondiale come sono gli aeroporti allora magari è meglio non rischiare, o per lo meno rischiare meno. A questo punto abbiamo deciso di vaccinare Maia visto che essendo una bimba sudaco-italiana ai tre mesi sarebbe stata cinque ore a Barajas aspettando un aereo.
Comunque alcuni medici con cui abbiamo parlato ci hanno caldamente raccomandato aspettare a vaccinare più che si può perchè la vaccinazione debilita e il corpo di un neonato di due mesi è veramente fragile. Chiaramente parlo di bambini allattati al seno, che è la nostra esperienza.Il medico omeopata che ha visto Maia piccolina ci ha datto un rimedio omeopatico da usare la sera prima del vaccino e durante le seguenti sette sere, si chiama: FMS Thuja Complex ed è da spalmare sul suo piedino, Maia non ha avuto la febbre quando è stata vaccinata e si è... [continua...]
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Nove mesi dentro... nove mesi fuori!!!!
kilia | 16 Luglio, 2008 19:44
Oggi Maia fa i suoi nove mesi e io sono felicissima perchè siamo arrrivate alla fine dell'esogestazione! Era una meta importante nella nostra scelta di come portare avanti i primi mesi di vita della nostra prima figlia perché noi non abbiamo considerato il parto come un momento di principio e/o fine ma semplicemente un continuum.
In realtà non sappiamo ancora se abbiamo fatto bene e delle volte abbiamo nostri dubbi, ci chiediamo se la stiamo “viziando”, se forse semplicemente “mal educando” ma a parte tutto stiamo facendo quello che ci dettano cuore e istinto, che proviamo a supportare con un po' di studio e letture su una pediatria diversa che pare ogni giorno più condivisa.
Michel Odent, già negli anni 70, ha descritto il "sistema di adattamento primale", da lui così chiamato, che compone la matrice di base del nostro sistema di salute. Si forma nei primi diciotto mesi di vita, compresi i nove mesi intrauterini e si completa e stabilizza definitivamente verso la fine del primo anno di vita. Il grado dii equilibrio raggiunto alla fine dell'esogestazione rimane tale per tutta la vita e forma il "programma di base" della salute.
Già durante la gravidanza ragionavamo sull'immaturità di questo esserino alla nascita, per esempio un cavallo quando nasce già cammina, mentre invece il cucciolo umano neanche alza la testa!!! È solo capace di... [continua...]
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L'osteopata
kilia | 15 Luglio, 2008 14:21
Oggi siamo state dalla nostra cara osteopata, è la terza volta che ci andiamo in questi nove mesi e sono contenta di fare questa scelta. Prima ha fatto il trattamento a Maia: l'ha trovata molto bene, anche se ha trovato la testa ancora un po' contratta... infatti quando ha fatto il massaggio nella testolina Maia ha pianto, ma poi subito è passato tutto. Come spiego nel post "Le coliche del neonato", Maia durante il parto era di faccia e non di testa e questo ha fatto sì che il suo collo e la sua testa fossero parecchio contratti, a causa del lungo travaglio. L'osteopata ha curato le sue coliche e oggi migliorato la sua testa, e siccome Maia ancora non sa dirmi dove le fa male preferisco portarla ogni tanto, così l'osteopata capisce dove serve farle il massaggio.
Poi sono passata io, che avevo un forte male alla schiena e all'anca, dopo il parto le ossa non sono ritornate a posto e quindi anche in questo caso il trattamento è stato di molto aiuto.
Molte mamme mi hanno chiesto il telefono dell'osteopata e, come promesso, le ho chiesto se potevo mettere i suoi riferimenti su questo blog, cosi altri bimbì possono essere aiutati, lei è stata d'accordo e quindi eccoli:
Monica Vayra
Osteopata D.O.M.R.O.I.
Tel: 0114731063/ 3477299487
Via Beaumont, 2 TorinoTra altro mi hanno detto ad una riunione della Lega de la leche che in Francia l'osteopata è in sala parto!
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Le zanzare
elettrico | 13 Luglio, 2008 21:49
Alla fine è arrivata l'estate e, benché sia arrivata in ritardo, si è portata dietro le solite zanzare. Ho un ricordo di quanto ero piccolo: i miei nonni che passavano la sera (e la notte) a schiacciare zanzare, eravamo in vacanza in qualche luogo lago-paludoso.
Per evitare di fare lo stesso con maia abbiamo pensato a qualche soluzione che ci desse un po' di tranquillità, senza ovviamente doverla cospargere di robe più o meno chimiche. La prima cosa che abbiamo comprato è stata la zanzariera che pende dal soffitto, mi duole dirlo ma quella più funzionale e dal costo più sensato si trova all'ikea, è composta da un tulle (si scrive così) ed un cerchio di plastica, per tenerla allargata. Dovendo farla viaggiare fino in uruguay abbiamo solo dovuto armarci di seghetto e tagliare il cerchio, perchè non è "componibile" come tutte le robe che si trovano all'ikea, ma è fisso. Comunque con un taglio la cosa si risolve, perchè tanto non è fissata dentro al tulle ma viene legata con delle cordicelle, per cui basta poi sovrapporre i due estremi del taglio e legarli assieme per montarla alla perfezione. C'è anche da dire che il tulle è abbastanza grande (è fatto per coprire tranquillamente un letto a due piazze) per cui, ad esempio, se maia si addormentava su un divano eravamo comunque in grado di coprirla agilmente.
Quello che abbiamo notato però è che è vero che il tulle è una retina, però comunque tiene un po' caldo, per cui va bene in uruguay magari, ma nell'afosa torino... come fare?
Alla fine abbiamo trovato un coso che si chiama "zanza no" (o qualcosa di simile) che... [continua...]
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Salpingectomia, laparoscopia e allattamento
kilia | 09 Luglio, 2008 13:46Senza ombra di dubbio queste tre parole non stanno molto bene messe insieme. Gli ultimi dieci giorni sono stati stressanti e dolorosi quanto il parto, ma fortunatamente siamo tornati tutte e tre a casa, come dire, quasi un secondo parto. E nello stesso ospedale.
Infatti a parte tutto devo dire che sono contenta della scelta che ho fatto durante il travaglio e al di là che sia lontano vale la pena. Al posto del Sant'Anna a Torino noi abbiamo preferito Moncalieri. Spiego un po' perchè senza voler fare nessuna propaganda pro ospedaliera, anzi, sono per il parto in casa, ma quando proprio non si può o succedono cose fuori programma è preferibile conoscere le politiche di ogni reparto maternità.
Intanto a Moncalieri in caso di parto naturale si può andare via dopo due ore dalla nascita, e se c'è cesareo come nel mio caso allora dopo il terzo giorno ti dimettono se fai parte del programma di parto a domicilio del Sant'anna, programma che riconoscono pienamente.
Questa volta siamo tornate fuori Torino non tanto per scelta ma per necessità: un venerdi sera mi sono arrivate le terze mestruazioni dopo il parto ma erano molto molto dolorose e intense, veramente da travaglio di parto. Sono abituata alla mia luna che da quando ho quindici anni mi lascia a letto per due giorni ma questa volta era qualcosa che sorpassava di tanto la normalità. Lunedì sono finite le perdite ma il dolore continuava, partiva dall'ovaia sinistro e si estendeva in tutto il basso addome fino a prendere tutta la gamba e il piede. Tra altro il male dopo il cesareo c'è sempre stato, a periodi più o meno forte ma non mi sono mai sentita veramente bene. Cosi martedì ho deciso che dovevo andare al pronto soccorso a vedere cosa mi succedeva. Siamo andati tutte e tre e per primis... [continua...]
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I motorini... forse sto diventando vecchia, di sicuro divento mamma
kilia | 28 Giugno, 2008 23:27
Tutti... o quasi tutti abbiamo avuto un motorino, qui in Italia pure un'immigrata può averlo, e quindi anche io ne ho avuto uno. Tantissimi abbiamo qualche volta girato con la marmitta rotta, ma pochi di noi... anzi, solo quelli che siamo diventati genitori conosciamo questa odiosa senzazione di voglia di uccidere quando passa un motorino rumoroso sotto casa dopo le undici di sera. Lo so che è un post assurdo però so anche che chi ha un motorino rumoroso non ha dei bellissimi bebè a letto che prima di addormentarsi erano diventati dei mostriciattoli e che giusto dalle ventidue e trenta ci lasciano respirare, leggere, farci la doccia, guardare la posta... fino alle due di notte quando sveniamo a letto anche noi stanchisimi di una giornata che, anche se per gli altri esseri al mondo è al massimo una "giornata particolare", per noi è stata una vera "battaglia campale" .
Pero mi sembra giusto comunicare loro che mentre guidano, orgogliosi della potenza dei loro motorini e della loro "leovinci", ci sono delle persone che si ricordano di tutti i loro morti!
Il fatto è che questo fastidiosissimo rumore a due ruote non solo mette a terribile rischio il breve tempo dedicato a noi stessi ma principalmente fa saltare la dolce creatura nel bel mezzo del sonno, perchè anche se continua a dormire un'onda di quel volume le interrompe qualsiasi tipo di sogno d'oro.





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