"Desde muy niño tuve que interrumpir mi educación para ir a la escuela" G.García Márquez
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andreas01 v1.3/modified by Elettrico

Pulizia dei capezzoli

kilia | 29 Dicembre, 2007 20:07

«Non c'è bisogno di tecniche speciali di lavaggio per i capezzoli sia prima che dopo la poppata. Vi sono ghiandole speciali attorno al capezzolo che secernono una sostanza che li mantiene privi di germi durante l'allattamento. Quando vi lavate usate semplicemente acqua sul seno e sui capezzoli, poiché il sapone può seccare la pelle. E' importante lavare le mani prima di iniziare la poppata, specialmente quando siete in ospedale.»

Tratto dal libro "L'arte dell'allattamento materno", de "La leche league international", per informazioni in Italia: http://www.lllitalia.org/

 

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L'olio di mandorle

kilia | 29 Dicembre, 2007 19:46

Questo speciale olio è un compagno molto intimo in tutto questo mio periodo di prima maternità e racomando a tutte tenerne un paio di litri in casa dal momento in cui il vostro test da "+".

L'olio deve essere pressato a freddo e senza alcool, quindi in generale è meglio comprarlo in erboristeria, visto che quelli che si trovano al supermercato possono essere stati trattati con prodotti chimici.

Durante la gravidanza per evitare le smagliature metterlo sulla pancia, fianchi e seni (anche sui capezzoli ho utilizzato solo l'olio di mandorle e non ho avuto problemi poi durante l'allattamento), aggiungendo delle volte qualche goccia di rosa mosqueta cilena, durante i mesi estivi più caldi ho usato olio di jojoba che si assorbe un pò prima.

Durante le ultime settimane di gestazione è servito anche per i rapporti sessuali già che non è solo l'enorme pancia a fare difficili i rapporti: la vagina era piuttosto "secca" e essendo l'ossitocina l'ormone dell'orgasmo e del parto fare l'amore non solo è una questione di piacere inmenso (amarsi con la nostra bambina dentro è stato qualcosa di speciale) ma è anche raccomandato dalle ostetriche: per cui amatevi e usate l'olio se necessario.

Con Maia a casa l'olio è passato a lei: per i massaggi e dopo il bagnetto lo usiamo a modo di idratante (non usiamo nessun'altra crema) e per il cambio di pannolino nell'aqua per pulirla mettiamo qualche goccia delle stesso alternando con goccie di tintura madre di calendula, e prima del pannolino le proteggiamo la pelle con un po' di unguento di tea tree.

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Le coliche del neonato

kilia | 26 Dicembre, 2007 22:24

Non avevamo sentito mai parlare delle "colichette" finchè Maia è entrata nella seconda settimana di vita. Pianti serali inconsolabili che ci hanno portato a livelli di angoscia e di frustrazione genitoriale come mai avevamo potuto immaginare. Una volta andato via il sole (o la luce visto che siamo a Torino) Maia iniziava un pianto molto forte muovendo allo stesso tempo le sue gambine sù e giù. Il terzo giorno il pianto è iniziato prima, io ero da sola a casa con la bambina e quindi trovavo come unica cosa che la calmasse metterla al seno, ma dopo un po ricominciava... in serata quando il papà è tornato dopo l'ennesima poppata per calmarla Maia ha fatto un vomito lunghissimo che ci ha spaventato come poche cose nella vita (la nostra) e ci ha sporcato mezza casa (che è comunque molto piccola). Intanto, come primo consiglio digestivo, vi dico che è utile (molto) fargli fare il ruttino.

In mezzo al panico abbiamo chiamato un pediatra (che ci è costato 70 euri) e che ci ha detto con molta semplicità: "meteorisma"... e io mi sono veramente sentita nel mondo di marte dove mille meteoriti mi passavano accanto senza toccarmi e senza sapere fino a quando sarei riuscita a sopportare tanto stress... sentendomi una extraterrestre che si dispera per un po' di gas nella pancia della figlia... Il medico ci ha detto quindi che erano "normali colichette" e ci ha prescritto il mylicon.E' stata la prima volta che abbiamo sentito parlare di colichette, così abbiamo chiesto un po' in giro ed un'amica con una bimba di due anni mi ha detto che ha usato il mylicon e che per sua figlia è servito.

Noi abbiamo preferito provare un'altra strada, cominciando con un corso di massaggio ai bambini, dove ci hanno insegnato dei massaggi per la... [continua...]

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Portare Maia

kilia | 13 Dicembre, 2007 18:22

Mentre scrivo sono in piedi, il pc è appoggiato su un mobile e ho Maia nella pancia ma non sono più incinta: è fuori. Ovviamente le mie due braccia sono libere per scrivere: noi utilizziamo la fascia come porta bebè. È una fascia di cotone, lunga circa 5 mt che si avvolge al corpo e nella quale si mette il bebè.

Ce l'hanno raccomandato le nostre ostetriche del Sant'Anna e all'inizio non eravamo molto convinti, avevamo paura che fosse troppo complicata da mettere (infatti qualcuno fa de i corsi che durano una mattinata) però poi quando l'abbiamo comprata (in internet) vedendo le foto del libro con le istruzioni abbiamo imparato subito, e devo dire che è veramente pratica e bella. Ci sono diverse posizioni in cui mettere il bebè, dipende dell'età, e si può mettere sia davanti che dietro (quando sono piu grandi) tipo zaino... soprattutto perchè la bimba è molto comoda e il rapporto fra i corpi è diretto, sembra di continuare ad avere la pancia, ma di fuori ;), infatti la pancia non mi è mancata nel post-parto e sono sicura che questo lo si deve anche al fatto che porto Maia nella fascia.

Anche il papà la usa, e la si puo usare a casa o in giro. Noi non usiamo quasi la carrozzina, consideriamo piu caldo usare la fascia, sia perchè noi diamo il calore del nostro corpo a Maia, sia perchè che se ne stia tutta da sola nella carrozzina coperta da mille vestiti ci sembra freddo.

Inoltre pare anche che sia molto terapeutica, si usa per migliorare lo sviluppo delle anche, per aiutare lo sviluppo dell'apparato digerente (per quelli che hanno le colichette), ed è anche il "metodo canguro" che si usa per aiutare i bamini nati prematuri. Su tutto questo si trovano informazione in rete.

E'... [continua...]

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