L'aspiratore nasale
kilia | 30 Luglio, 2008 22:46
Avvertenza: questo post può generare vomito nei soggetti più sensibili (e non genitori)
Delle volte per renderci conto del mondo dell'abbondanza in cui viviamo e del livello di consumismo che c'è basta guardare le cose più semplici e piccole senza stare a guardare il WTO e scomodare i massimi sistemi. Vi raccontiamo un'esperienza con uno strumento di cui non sapevamo l'esistenza finchè Maia non ha preso il raffreddore: eravamo in Uruguay e la pediatra mi ha mandato a comprare un aspiratore nasale per aspirare i moccioli che lei non sa ancora tirare fuori da sola. E' un tubo di plastica con due boccucce di vetro: una va nella bocca della mamma e l'altra nel naso del bebè, quest'ultima ha una specie di "rigonfiamento" dove si ferma il moccio aspirato. Dopo l'uso si lava, magari col alcool, e poi lo si riusa. Tornati in Italia Maia ha preso un'altra volta il raffreddore e anche qui la pediatra mi ha mandato a comprare l'aspiratore nasale. Io, convinta che quello italiano fosse migliore di quello "terzomondista" (visto che Maia odia quel affare), sono andata a comprarlo. Il funzionamento è lo stesso, solo che è tutto di plastica e la boccuccia che arriva nel naso del bebè va cambiata ogni volta dopo l'uso visto che contiene una spugnetta che si impregna del moccio. Ogni volta!!! Quanta produzione di plastica è? E quanti soldi vanno via se ogni scatola che contiene intorno ai 10 ricambi costa qualcosa come 5 euro?
Credo che in questo caso la non possibilità di comprare tante boccucce abbia prodotto qualcosa di più sensato e anche più ecologico! E se fosse poco devo anche dire che "tira" molto molto meglio dell'aspiratore italiano al quale gli manca un pò di forza, infatti... [continua...]
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Maia e il suo primo micro-nido
kilia | 25 Luglio, 2008 09:55
Anche se ci sarebbe piaciuto tenere a casa Maia fino ai tre anni la mancanza di nonni, zii e cugine con figli, il bisogno della mamma di avere un po' di spazio per i suoi progetti personali (lavoro, studio) e il costo di una baby sitter a domicilio ci ha fatto pensare ad una soluzione alternativa. Alla fine abbiamo trovato una via di mezzo che ci convince abastanza: il micro-nido. È un piccolo nido gestito da una mamma- educatrice con un massimo di quattro bambini, delle volte anche di più ma qui in Piemonte sono quattro. Quello che abbiamo scelto noi fa parte del progetto "Mamme di giorno" dell'associazione "La Cicogna" ed è convenzionato col Comune. Quest'anno apre un micro-nido nella loro sede e Maia inizierà lì il suo percorso. Loro seguono la pedagogia steineriana per cui pochi stimoli, giocatoli solo di materiali naturali, seguono i ritmi dei bambini. Anche se il micro-nido apre a settembre abbiamo avuto già due riunioni, ci hanno presentato l'educatrice e anche gli altri genitori, e cosa non meno importante abbiamo visto giocare i bimbi tutti insieme per terra mentre noi chiacchieravamo.
Un'altra cosa interessante sono i pasti: siccome non si può cucinare sul posto le mamme devono portare il mangiare, per cui si è deciso di cucinare a turni, così invece di dover cucinare tutti i giorni per uno si cucina ogni tanto per tutti i bimbi e il menù si decide insieme. Abbiamo anche deciso che deve essere tutto biologico e si è parlato di menù vegetariano.
Dal punto di vista economico essendo convenzionato con il Comune si paga a fasce, l'unica cosa è che normalmente uno paga i... [continua...]
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uyyyy che dolore la dentizione!!!!!
kilia | 23 Luglio, 2008 22:55
Maia ha una collana d'ambra, che anche se non mi sembra la collana più bella ha una magia speciale: aiuta la sua lunghissima dentizione. Una nostra amica l'ha comprata in Svizzera dove le vendono in farmacia, infatti in quel paese è normale mettere ai bimbi questa collana perchè l'ambra aiuta nella dentizione grazie al suo effetto calmante e disinfiammatorio. I primi due dentini di Maia, usciti intorno al sesto mese, sono stati molto dolorosi e Maia si è lamentata parecchio. Poi è arrivata la collana e oggi che taglia il primo dente di sopra è infastidita ma non come quando non aveva la collana, tra l'altro mi pare che stia uscendo in forma meno violenta, non ha dei buchi con del sangue nella gengiva ma appare già il dentino bianco.
Nei giorni in cui tagliano i denti, nel caso non bastasse la collana che comunque si porta sempre e non solo nei giorni difficili, un'altra cosa che si può usare è il miele rosato che allevia il dolore, ma solo in situazione di emergenza perchè se usato molto può causare carie. Un'altra possibilità è la Camilia: Medicinale omeopatico tradizionalmente utilizzato nei disturbi attribuibili alla dentizione del bambino che viene dato in monodosi due o tre volte al giorno (contiene Belladonna,Chamomilla, ferrum e acqua purificata).
Qui in Italia la collana d'ambra iniziano a venderla in alcuni posti di cose naturali ma costa più di dieci euro di quanto costa in una farmacia in Svizzera (dove costa intorno ai trenta euro).
Un'ultima cosa: la collana va usata una sola volta, cioè nuovo bebè nuova collana.
MA COS’ E’ E COME FUNZIONA UNA COLLANA PER LA DENTIZIONE?
Una... [continua...]
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I vaccini e un aiuto omeopatico
kilia | 21 Luglio, 2008 23:20
Sul vaccinare Maia devo dire che siamo stati molto molto
pratici. In linea di
massima sono d'accordo con il non farli ma non sono sufficientemente
sicura come per prendere la decisione, per cui siamo andati a
ragionamenti logici. Il primo è stato: sebbene certe malattie non ci
sono più grazie ai vaccini e quindi non sarebbe più necessario
vaccinare, un vaccino è un primo contatto con il virus che in caso
venga incontrato molto più forte (magari tornando da un paese lontano)
il corpo che è stato vaccinato ha un minimo di difese in più di un
corpo non vaccinato. Il secondo ragionamento è stato: i virus viaggiano
e volano in questo mondo globalizzato e se il bambino è in posti dove
non c'è molto affollamento tipo montagna, paesino, ecc. allora le
possibilità di trovare dei virus è minore, ma nel caso in cui il bebè
viaggi e sopratutto passi tra nodi di traffico mondiale come sono gli
aeroporti allora magari è meglio non rischiare, o per lo meno rischiare
meno. A questo punto abbiamo deciso di vaccinare Maia visto che essendo
una bimba sudaco-italiana ai tre mesi sarebbe stata cinque ore a
Barajas aspettando un aereo.
Comunque alcuni medici con cui abbiamo parlato ci hanno caldamente raccomandato aspettare a vaccinare più che si può
perchè la vaccinazione debilita e il corpo di un neonato di due mesi è
veramente fragile. Chiaramente parlo di bambini allattati al seno, che è la nostra esperienza.
Il medico omeopata che ha visto Maia piccolina ci ha datto un
rimedio omeopatico da usare la sera prima del vaccino e durante le
seguenti sette sere, si chiama: FMS Thuja Complex
ed è da spalmare sul suo piedino, Maia non ha avuto la febbre quando è
stata vaccinata e si è... [continua...]
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Nove mesi dentro... nove mesi fuori!!!!
kilia | 16 Luglio, 2008 18:44
Oggi Maia fa i suoi nove mesi e io sono
felicissima perchè siamo arrrivate alla fine dell'esogestazione! Era una meta importante nella nostra scelta di come
portare avanti i primi mesi di vita della nostra prima figlia perché
noi non abbiamo considerato il parto come un momento di principio e/o
fine ma semplicemente un continuum.
In realtà non sappiamo ancora se abbiamo fatto bene e delle volte abbiamo nostri dubbi, ci chiediamo se la stiamo “viziando”, se forse semplicemente “mal educando” ma a parte tutto stiamo facendo quello che ci dettano cuore e istinto, che proviamo a supportare con un po' di studio e letture su una pediatria diversa che pare ogni giorno più condivisa.
Michel Odent, già negli anni 70, ha descritto il "sistema di adattamento primale", da lui così chiamato, che compone la matrice di base del nostro sistema di salute. Si forma nei primi diciotto mesi di vita, compresi i nove mesi intrauterini e si completa e stabilizza definitivamente verso la fine del primo anno di vita. Il grado dii equilibrio raggiunto alla fine dell'esogestazione rimane tale per tutta la vita e forma il "programma di base" della salute.
Già durante la gravidanza ragionavamo sull'immaturità di questo esserino alla nascita, per esempio un cavallo quando nasce già
cammina, mentre invece il cucciolo umano neanche alza la testa!!! È
solo capace di... [continua...]
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L'osteopata
kilia | 15 Luglio, 2008 13:21
Oggi siamo state dalla nostra cara osteopata, è la terza volta che ci andiamo in questi nove mesi e sono contenta di fare questa scelta. Prima ha fatto il trattamento a Maia: l'ha trovata molto bene, anche se ha trovato la testa ancora un po' contratta... infatti quando ha fatto il massaggio nella testolina Maia ha pianto, ma poi subito è passato tutto. Come spiego nel post "Le coliche del neonato", Maia durante il parto era di faccia e non di testa e questo ha fatto sì che il suo collo e la sua testa fossero parecchio contratti, a causa del lungo travaglio. L'osteopata ha curato le sue coliche e oggi migliorato la sua testa, e siccome Maia ancora non sa dirmi dove le fa male preferisco portarla ogni tanto, così l'osteopata capisce dove serve farle il massaggio.
Poi sono passata io, che avevo un forte male alla schiena e all'anca, dopo il parto le ossa non sono ritornate a posto e quindi anche in questo caso il trattamento è stato di molto aiuto.
Molte mamme mi hanno chiesto il telefono dell'osteopata e, come promesso, le ho chiesto se potevo mettere i suoi riferimenti su questo blog, cosi altri bimbì possono essere aiutati, lei è stata d'accordo e quindi eccoli:
Monica Vayra
Osteopata D.O.M.R.O.I.
Tel: 0114731063/ 3477299487
Via Beaumont, 2 Torino
Tra altro mi hanno detto ad una riunione della Lega de la leche che in Francia l'osteopata è in sala parto!
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Le zanzare
elettrico | 13 Luglio, 2008 20:49
Alla fine è arrivata l'estate e, benché sia arrivata in ritardo, si è portata dietro le solite zanzare. Ho un ricordo di quanto ero piccolo: i miei nonni che passavano la sera (e la notte) a schiacciare zanzare, eravamo in vacanza in qualche luogo lago-paludoso.
Per evitare di fare lo stesso con maia abbiamo pensato a qualche soluzione che ci desse un po' di tranquillità, senza ovviamente doverla cospargere di robe più o meno chimiche. La prima cosa che abbiamo comprato è stata la zanzariera che pende dal soffitto, mi duole dirlo ma quella più funzionale e dal costo più sensato si trova all'ikea, è composta da un tulle (si scrive così) ed un cerchio di plastica, per tenerla allargata. Dovendo farla viaggiare fino in uruguay abbiamo solo dovuto armarci di seghetto e tagliare il cerchio, perchè non è "componibile" come tutte le robe che si trovano all'ikea, ma è fisso. Comunque con un taglio la cosa si risolve, perchè tanto non è fissata dentro al tulle ma viene legata con delle cordicelle, per cui basta poi sovrapporre i due estremi del taglio e legarli assieme per montarla alla perfezione. C'è anche da dire che il tulle è abbastanza grande (è fatto per coprire tranquillamente un letto a due piazze) per cui, ad esempio, se maia si addormentava su un divano eravamo comunque in grado di coprirla agilmente.
Quello che abbiamo notato però è che è vero che il tulle è una retina, però comunque tiene un po' caldo, per cui va bene in uruguay magari, ma nell'afosa torino... come fare?
Alla fine abbiamo trovato un coso che si chiama "zanza no" (o qualcosa di simile) che... [continua...]
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Salpingectomia, laparoscopia e allattamento
kilia | 09 Luglio, 2008 12:46
Senza ombra di dubbio queste tre parole non stanno molto bene messe insieme. Gli ultimi dieci giorni sono stati stressanti e dolorosi quanto il parto, ma fortunatamente siamo tornati tutte e tre a casa, come dire, quasi un secondo parto. E nello stesso ospedale.
Infatti a parte tutto devo dire che sono contenta della scelta che ho fatto durante il travaglio e al di là che sia lontano vale la pena. Al posto del Sant'Anna a Torino noi abbiamo preferito Moncalieri. Spiego un po' perchè senza voler fare nessuna propaganda pro ospedaliera, anzi, sono per il parto in casa, ma quando proprio non si può o succedono cose fuori programma è preferibile conoscere le politiche di ogni reparto maternità.
Intanto a Moncalieri in caso di parto naturale si può andare via dopo due ore dalla nascita, e se c'è cesareo come nel mio caso allora dopo il terzo giorno ti dimettono se fai parte del programma di parto a domicilio del Sant'anna, programma che riconoscono pienamente.
Questa volta siamo tornate fuori Torino non tanto per scelta ma per necessità: un venerdi sera mi sono arrivate le terze mestruazioni dopo il parto ma erano molto molto dolorose e intense, veramente da travaglio di parto. Sono abituata alla mia luna che da quando ho quindici anni mi lascia a letto per due giorni ma questa volta era qualcosa che sorpassava di tanto la normalità. Lunedì sono finite le perdite ma il dolore continuava, partiva dall'ovaia sinistro e si estendeva in tutto il basso addome fino a prendere tutta la gamba e il piede. Tra altro il male dopo il cesareo c'è sempre stato, a periodi più o meno forte ma non mi sono mai sentita veramente bene. Cosi martedì ho deciso che dovevo andare al pronto soccorso a vedere cosa mi succedeva. Siamo andati tutte e tre e per primis... [continua...]
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