Questo blog serve a condividere e confrontare la nostra esperienza, perché in realtà non sappiamo niente di questo "essere genitori" :)
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andreas01 v1.3/modified by Elettrico

Nove mesi dentro... nove mesi fuori!!!!

kilia | 16 Luglio, 2008 18:44

Oggi Maia fa i suoi nove mesi e io sono felicissima perchè siamo arrrivate alla fine dell'esogestazione! Era una meta importante nella nostra scelta di come portare avanti i primi mesi di vita della nostra prima figlia perché noi non abbiamo considerato il parto come un momento di principio e/o fine ma semplicemente un continuum.

In realtà non sappiamo ancora se abbiamo fatto bene e delle volte abbiamo nostri dubbi, ci chiediamo se la stiamo “viziando”, se forse semplicemente “mal educando” ma a parte tutto stiamo facendo quello che ci dettano cuore e istinto, che proviamo a supportare con un po' di studio e letture su una pediatria diversa che pare ogni giorno più condivisa.

Michel Odent, già negli anni 70, ha descritto il "sistema di adattamento primale", da lui così chiamato, che compone la matrice di base del nostro sistema di salute. Si forma nei primi diciotto mesi di vita, compresi i nove mesi intrauterini e si completa e stabilizza definitivamente verso la fine del primo anno di vita. Il grado dii equilibrio raggiunto alla fine dell'esogestazione rimane tale per tutta la vita e forma il "programma di base" della salute.

Già durante la gravidanza ragionavamo sull'immaturità di questo esserino alla nascita, per esempio un cavallo quando nasce già cammina, mentre invece il cucciolo umano neanche alza la testa!!! È solo capace di... [continua...]

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La piscina (e il tempo...)

elettrico | 13 Maggio, 2008 10:07

Aspettiamo che internet si rifaccia viva a casa nostra (abbiamo traslocato e ci abbiamo messo meno a spostare i mobili che l'adsl... ci mettono 40 giorni!) e che kilia possa finalmente tornare aggiornare il blog... tempo permettendo. Infatti ora maia si muove come non mai (è incredibile quanto acquisiscano in fretta la mobilità) e richiede un'energia che non pensavamo di avere, in particolare ama richiedere quella della mamma, e io lo so che un giorno tornerò a casa dal lavoro (dove mi reco non senza sensi di colpa per star "abbandonando" da sole le donne della mia vita) e troverò kilia tutta rinsecchita e asciutta con maia che ridente le gattona sopra :)

A parte questo, il motivo di questo post è che abbiamo trovato tempo fa una piscina tutta per maia, fatta per i bambini di pochi mesi come lei! Nell'acqua è fantastica, non so se si ricorda quando era nella pancia e la mamma andava in piscina o se ha dei geni dei pesci, fattostà che appena vede la vasca inizia a volersici letteralmente lanciare dentro, e poi si muove come per nuotare, schizza l'acqua, insegue qualsiasi cosa galleggi e fa anche le immersioni! 

Ma le foto sono meglio di mille parole, no? :)

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In macchina senza seggiolino

elettrico | 10 Marzo, 2008 12:18

In Uruguay avevamo la macchina, ma non il seggiolino. Eravamo indecisi su cosa fare, perchè comunque qui siamo abituati ad avere il più possibile Maia seduta nella sua "comoda poltroncina" (ma secondo me lei ne ha una diversa opinione...) in modo che sia protetta.

Là ci siamo dovuti adattare ma devo dire che kilia ha avuto un'idea geniale: sull'aereo viene fornita una cintura che tiene il bebè attaccato a quella del genitore, è molto utile e comoda e, scendendo dall'aereo, è rimasta chissà nel bagaglio a mano. Dopo aver cercato di capire invano come sia potuta succedere una cosa così grave e visto che ormai 'sta cintura non potevamo restituirla kilia ha deciso di usarla: in macchina si sedeva dietro e, facendo un anello con la cintura dell'aereo e agganciandola alla sua cintura, teneva Maia al sicuro vicino a sé :)

Forse non è il meglio che si può trovare, ma di certo è stato utilissimo e pratico! 

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Maia attraversa l'oceano

kilia | 23 Gennaio, 2008 19:31

Viaggiare in aereo con una neonata era una cosa che ci preoccupava  persino prima che Maia nascesse, ma sapevamo tutti e tre che era una cosa che andava fatta visto che ha moltissimi parenti, nonni e zii in Uruguay!
Così pochi giorni dopo i suoi tre mesi ci siamo imbarcate tutte e due in un aereo regionale fino a Madrid, per poi prendere un aereoflot fino a Montevideo (arrivando a 11000 mt di altezza in tredici ore di viaggio).
Devo dire che il viaggio è andato benissimo, Maia ha dormito e giocato molto sapendo essere la seduttrice di tutto il volo. L’unico vero pianto lo ha fatto quando ha capito che il papà era rimasto dall'altro lato del chek-in... non potevo consolarla e nemmeno nascondere la mia tristezza... come in tutte le situazioni difficili mi ha aiutato il rescue remedy dei fiori di Bach: una goccia sul capezzolo e Maia al seno, lo uso anche nei momenti difficili quando vedo che le manca la sua casa, me lo ha consigliato la psicologa e psichiatra che è specialista in medicina alternativa.
Per fortuna (e per grande amicizia) un nostro amico è venuto in aeroporto ad accompagnare il papà che quindi non è rimasto tutto solo, ma con un weekend tranquillo e divertente davanti che ci faceva sentire tutti meglio!
Durante il viaggio ho avuto alcune accortezze che ho voglia di condividere con neogenitori che si mettono in viaggio.
Prima di tutto abbiamo aspettato il terzo mese per il viaggio e sono contenta che sia stato cosi: è veramente rumoroso l’aereo e gli stimoli sono davvero tanti (la voce che parla "dal tetto", le mille lucine, il rumore del motore, la gente che parla, le orecchie che si tappano, la senzazione di decollo...) e a tre mesi la bebè sembra molto molto più forte che un mese prima. Le abbiamo anche fatto i... [continua...]

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Il portaenfant

kilia | 15 Gennaio, 2008 19:35

La prima cosa che ho preparato per la nascita di Maia è stata la sua piccola culla. Quel posto dove l'avrei messa appena arrivata a casa. Doveva essere comodo, caldo e in grado di accogliere questo piccolo esserino che stavamo aspettando. Il lettino mi sembrava troppo grande...avevo proprio voglia di un cestino. Dopo un po di ricerca lo abbiamo trovato: un cestino di mais. Mi è piaciuta subito l'idea che fosse di mais, sopratutto per il diretto riferimento al Popol Vuh. Comunque sia dal punto di vista economico era anche la miglior scelta..anche se a cestino vuoto. Per cui lo abbiamo comprato in un negozio di vimini, semplice e nudo per man mano vestirlo come ci piaceva a noi, ma li vendono anche pronti con tanto di fodere e materasso.

Ho iniziato con le fodere che ho chiesto di fare alle bisnonne, siamo andate insieme a scegliere il tessuto che ci è costato il doppio perchè la bisnonna voleva uno che a me non piaceva e quindi via prendiamo tutte e due e facciamola felice. Poi è arrivato il momento del materasso: facendo una scelta cosi naturista non potevo prenderne uno di gommapiuma ma di lana... e fatto a mano! (è costato il doppio del cestino vuoto ma conosco le mani che lo hanno fatto). E poi infine su consiglio delle bisnonne la fodera, in feltro, così che l'interno fosse tutto tutto morbido. A questo punto con bisnonne al lavoro, materassaio anche, è toccato il turno delle ostetriche che ci hanno consigliato una bella pelle d'agnello dove appoggiare Maia. Serve per aiutarla alla termoregolazione che ancora i neonati non hanno ben sviluppato, si trova in negozi bio, e abbiamo scoperto che le migliori sono quelle tedesche.

Cosi al settimo mese il cestino per ricevere Maia era quasi pronto, lo avevo ancora dentro l'armadio ma ogni tanto lo tiravo fuori, per... [continua...]

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Tre mesi al volo

elettrico | 12 Gennaio, 2008 20:36

Diciamolo subito: è molto difficile. Che non vuol dire impossibile, ovviamente, ma vuol dire che la richiesta di energia è altissima, soprattutto alla madre. Volessimo dare una definizione potremmo dire che è "assorbente", totalmente: le sensazioni che si provano sono potentissime, dalla felicità per un sorriso o per un verso, dall'emozione nel guardarla dormire, fino ovviamente alla stanchezza e alla tensione che genera un suo pianto.

Ci sono mille cose di cui tenere conto, e per fortuna molte vengono automatiche, però la vita cambia veramente completamente. Dipende probabilmente anche dalle scelte che si fanno: noi abbiamo scelto di far durare lo strettissimo legame fisico madre-neonata, di farle sentire che i genitori sono lì ogni volta che lei ne sente la necessità, per cui ad esempio la notte dorme con noi e, generalmente, non deve piangere a lungo per farci accorrere: chi non è impegnato va da lei praticamente subito, anche se a tre mesi ancora la figura della madre è quella risolutiva.
Già, da padre a volte uno può provare un po' di frustrazione: perchè con me non vuole stare? Perchè vuole solo la madre? Però ci si risponde in fretta: la natura è fatta così, e noi ne facciamo parte. E' la madre che cura i figli, almeno all'inizio, li nutre, gli fornisce il calore e la sicurezza di cui hanno bisogno. Quindi non è che non vogliono stare col padre, è che identificano con la madre (dentro la quale sono stati nove mesi!) come sé stessi, la sua voce è il suono che associano al soddisfacimento dei loro bisogni.
Del resto è palese che la sintonia fra i due è altissima, così come l'empatia, per cui... [continua...]

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Le coliche del neonato

kilia | 26 Dicembre, 2007 22:24

Non avevamo sentito mai parlare delle "colichette" finchè Maia è entrata nella seconda settimana di vita. Pianti serali inconsolabili che ci hanno portato a livelli di angoscia e di frustrazione genitoriale come mai avevamo potuto immaginare. Una volta andato via il sole (o la luce visto che siamo a Torino) Maia iniziava un pianto molto forte muovendo allo stesso tempo le sue gambine sù e giù. Il terzo giorno il pianto è iniziato prima, io ero da sola a casa con la bambina e quindi trovavo come unica cosa che la calmasse metterla al seno, ma dopo un po ricominciava... in serata quando il papà è tornato dopo l'ennesima poppata per calmarla Maia ha fatto un vomito lunghissimo che ci ha spaventato come poche cose nella vita (la nostra) e ci ha sporcato mezza casa (che è comunque molto piccola). Intanto, come primo consiglio digestivo, vi dico che è utile (molto) fargli fare il ruttino.

In mezzo al panico abbiamo chiamato un pediatra (che ci è costato 70 euri) e che ci ha detto con molta semplicità: "meteorisma"... e io mi sono veramente sentita nel mondo di marte dove mille meteoriti mi passavano accanto senza toccarmi e senza sapere fino a quando sarei riuscita a sopportare tanto stress... sentendomi una extraterrestre che si dispera per un po' di gas nella pancia della figlia... Il medico ci ha detto quindi che erano "normali colichette" e ci ha prescritto il mylicon.E' stata la prima volta che abbiamo sentito parlare di colichette, così abbiamo chiesto un po' in giro ed un'amica con una bimba di due anni mi ha detto che ha usato il mylicon e che per sua figlia è servito.

Noi abbiamo preferito provare un'altra strada, cominciando con un corso di massaggio ai bambini, dove ci hanno insegnato dei massaggi per la... [continua...]

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Portare Maia

kilia | 13 Dicembre, 2007 18:22

Mentre scrivo sono in piedi, il pc è appoggiato su un mobile e ho Maia nella pancia ma non sono più incinta: è fuori. Ovviamente le mie due braccia sono libere per scrivere: noi utilizziamo la fascia come porta bebè. È una fascia di cotone, lunga circa 5 mt che si avvolge al corpo e nella quale si mette il bebè.

Ce l'hanno raccomandato le nostre ostetriche del Sant'Anna e all'inizio non eravamo molto convinti, avevamo paura che fosse troppo complicata da mettere (infatti qualcuno fa de i corsi che durano una mattinata) però poi quando l'abbiamo comprata (in internet) vedendo le foto del libro con le istruzioni abbiamo imparato subito, e devo dire che è veramente pratica e bella. Ci sono diverse posizioni in cui mettere il bebè, dipende dell'età, e si può mettere sia davanti che dietro (quando sono piu grandi) tipo zaino... soprattutto perchè la bimba è molto comoda e il rapporto fra i corpi è diretto, sembra di continuare ad avere la pancia, ma di fuori ;), infatti la pancia non mi è mancata nel post-parto e sono sicura che questo lo si deve anche al fatto che porto Maia nella fascia.

Anche il papà la usa, e la si puo usare a casa o in giro. Noi non usiamo quasi la carrozzina, consideriamo piu caldo usare la fascia, sia perchè noi diamo il calore del nostro corpo a Maia, sia perchè che se ne stia tutta da sola nella carrozzina coperta da mille vestiti ci sembra freddo.

Inoltre pare anche che sia molto terapeutica, si usa per migliorare lo sviluppo delle anche, per aiutare lo sviluppo dell'apparato digerente (per quelli che hanno le colichette), ed è anche il "metodo canguro" che si usa per aiutare i bamini nati prematuri. Su tutto questo si trovano informazione in rete.

E'... [continua...]

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Parto in casa

kilia | 29 Novembre, 2007 20:55

Anche se qui in Italia sembra una cosa "rara", in altri paesi come l'Olanda è il normale. Partorire a casa è possibile se le condizioni sono quelle che lo permettono, e anche in Italia comincia ad essere possibile anche dal punto di vista economico. Qui a Torino c'è il programma di parto a domicilio del Sant'Anna, che dovrebbe essere gratis (o rimborsato dalla Regione, dipende dal medico di famiglia che ti da le ricette), in ogni caso costa al massimo 80 euro...

Perchè parto in casa? devo dire che è una cosa che ognuna si sente... io il parto, come la gravidanza, l'ho vissuto come parte di un atto sessuale, che ha bisogno della sua intimità, del suo momento di amore. L'ospedale manca di tutto questo. E ci sono parti che si possono fare a casa, e principalmente è molto facile andare in ospedale in caso di necessità in pieno travaglio (come per esempio è successo a noi tre). Ma il punto è l'importanza di riprenderci il nostro corpo, di imparare ad ascoltarlo, di comunicare con il corpo che è dentro di noi. Il programma che abbiamo seguito mi ha insegnato molto, e poi in pieno travaglio (in ospedale con 7 ore di ossitocina) ho potuto fare uso di questi insegnamenti. Nessuno ci ha dato delle lezioni, ma il percorso che abbiamo seguito ci ha aiutato a immaginare il parto guidato da noi stessi e ci ha dato gli strumenti per affrontarlo.

Certamente quacuno può pensare che è molto rischioso, ma devo dire che le ostetriche hanno una capacità di monitoraggio molto alta e niente si lascia passare, ma su questo scriverò dopo raccontando più concretamente il programma. 

C'è un libro che ho usato: Manuale del parto attivo di Janet Balaskas (ci sono anche esercizi da fare durante la... [continua...]

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